BURNINGMAN 2007- THE GREEN MAN

marzo 29, 2008 by Aelle Robbiani  
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Burningman 2007

“Welcome to nowhere” è il messaggio di benvenuto scolpito sul triste muro sporco del primo punto di ristoro nella bella vallata che costeggia l’isolato lago Pyramid a nord di Reno in Nevada.

Il senso e l’atmosfera che traspare da questo graffito sono la fotografia esatta di quello che ti circonda: nulla, ma anche pace, tranquillità e soprattutto eccitazione per la voglia di arrivare.  Arrivare? Si ma dove? Sei ancora nella borgata di Empire, che tranne il nome altisonante, non offre niente di piu’; ma il tuo obiettivo non è ancora raggiunto perché ancora 7 miglia ti separano da Gerlach e dal Black Rock Desert, la località che ogni anno ospita l’evento più atteso da generazioni di hippies nostalgici e decine di migliaia di persone di ogni età che vogliono esprimere e liberare l’energia positiva che è dentro ognuno di noi.

Capisci che sei arrivato perché tutto intorno a te è colore, musica e voglia di mettersi in mostra. Ogni mezzo di trasporto è ben attrezzato con ogni tipo di suppellettile, ma soprattutto con una o più inseparabile bicicletta…perché mai così tante biciclette? Solo partecipando all’evento capirai che il solo e indispensabile mezzo di trasporto è questo. Fai finalmente parte del Burning Man, che nel 2007 ha come tema il verde, la natura e soprattutto la salvaguardia del nostro Pianeta. L’immenso deserto silenzioso ospita migliaia di rumorosi e curiosi mezzi di trasporto venuti da ogni dove, ognuno parcheggiato in maniera casuale ma ordinata in un immenso campeggio organizzato in gironi quasi danteschi. Le istallazioni improbabili ricche di musica, creatività e colore, ravvivano la zona destinata al pernottamento e al divertimento, e segnano anche il confine, invalicabile per i mezzi normali, della sconfinata Playa. La Playa è il vero e proprio palcoscenico naturale dove ognuno può esprimere liberamente il proprio concetto di libertà, energia, e creatività. E’ qui che incontri discoteche mobili, naturisti di ogni età, mezzi di trasporto artigianali, spettacoli pirotecnici, musicisti, hippies, ma soprattutto tante persone con un’infinita voglia di farsi vedere in tutti i sensi in un “carnevale” di energia positiva. Anche se sei un mero “reporter” con l’intenzione di capire e carpire il senso di questa manifestazione, non puoi fare a meno di venir risucchiato dall’atmosfera che ti circonda, e dopo poche ore anche tu sei colorato, illuminato ed inebriato di qualsiasi cosa ti venga offerto. Ognuno ti ospita, ti parla, ti rende partecipe di quello che la brezza polverosa calda e fredda del deserto trasporta tutto intorno.

Sono tanti i punti di aggregazione, ma non puoi fare a meno di visitare l’immensa tenda sulla quale svetta l’uomo di legno che verrà bruciato l’ultimo giorno dell’evento, un luogo di meditazione e di esposizione di istallazioni tematiche.

Un coreografico arco di biciclette ammassate ti accoglie in un’altra tenda, centro di artisti, improbabili ballerini, body painter, meditatori di discipline azzardate, ma soprattutto di tutti noi che abbiamo voglia di tuffarci in questo fiume in piena di energia.

Ci vogliono almeno due giorni per rendersi conto di quello che trasmette il Burning Man sia di giorno che di notte. Si la notte! La notte abbagliata dalle stelle e dalle migliaia di microluci, di sorrisi, di occhi spalancati ad ammirare ed ammirarsi l’un l’altro. La notte nasconde tutti i camper impolverati e lascia ammirare l’aura che circonda ogni persona che vaga nella sconfinata playa alla ricerca di volto, di un abbraccio, di un suono che ti faccia saltare e liberare la gioia che tanto in fondo abbiamo dentro noi.

La notte passa lasciandoti senza affanno, incalzata dalla luce dell’alba che riporta in vita tutto l’accampamento e i reduci delle ore passate rimasti un po’ in qua un po’ in la, rilassati o sfiniti in pittoreschi angoli polverosi.

Anche il mio momento è passato come una folata polverosa, spero solo di aver contribuito in piccola parte con la mia curiosità a rendere unica questa edizione e a far bruciare sempre più alta la fiamma dell’uomo di legno, perché si possa ammirare anche oltre la magnifica vallata del lago Pyramid.

In conclusione questa esperienza mi porta ad azzardare un “verdetto”, che al mondo ci sono due tipi persone: quelle che hanno partecipato al Burning Man e quelle che hanno ascoltato, letto o sentito dire che esiste un posto in mezzo al deserto dove ogni persona per una settimana fa realmente parte del mondo in cui vive…ah forse ce n’è anche una terza che di tutta questa storia non sa nulla.