Concept Car

dicembre 23, 2008 by Aelle Robbiani  
Filed under Events, Evidence, General

motorshow08La realtà virtuale è da tempo parte integrante nello sviluppo dei prototipi automobilistici, basti pensare al fatto che la maggior parte dei difetti riscontrati nei nuovi modelli delle vetture della Formula 1 vengono individuati durante le simulazioni di gara realizzate in ambiente 3D. Second Life non ha certo la piattaforma virtuale adatta a questo tipo di sviluppo, ma essendo una comunità ricca di creativi e designers non ci sarebbe da stupirsi se in un futuro molto prossimo lo sviluppo di alcune concept car partisse proprio dal metamondo di Second Life. Per chi non lo sapesse per “concept car” si intende un prototipo di autovettura, realizzato sulla base di un tema specifico, destinato a definire un nuovo concetto di utilizzo o un limite raggiungibile dalla tecnica nell’epoca in cui esso viene costruito, spesso senza tenere conto dei vincoli imposti dagli standard produttivi. Normalmente i “concetti” in funzione dei quali vengono sviluppate le concept car sono di tipo funzionale, come la sicurezza, i consumi, l’ergonomia, l’aerodinamica o il tipo d’impiego ed esse vengono realizzate come prefiguratrici per nuovi modelli o per mostrare soluzioni di design o tecnologie avanzate che verranno adottate nella futura produzione della casa costruttrice. Per questo motivo siamo stati al Motor Show di Bologna per valutare le nuove mode del momento e confrontarle con le idee provenienti dal metamondo di Second Life.

BeefCake Wrigglesworth – Il vincitore

dicembre 23, 2008 by Aelle Robbiani  
Filed under Contest, Evidence, General, Interview

2nd: Da quanto frequenti sl?

BW: I have been here for almost 11 months now.

2nd: Quanto tempo passi giornalmente in sl?

BW: As i have a couple of shops here i spend about a couple of hours on line each day, give or take a few.

2nd: Cosa ti piace di + di sl e cosa ti piace di meno?

BW: For me i like to build and as there are few limits to what you can create here it leaves it wide open to the imagination as to what you can create.  other than the random person that seems to find me in the sandbox and tries to cage me or use some pushing device on me there is not much i dislike maybe lag sometimes on busy areas.

2nd: Il posto più bello visto in sl e il posto più deludente visto in sl.

BW: My shops of course are the most beautiful places here in sl (sorry could not resist), well there are some really cool asian theemed places here that are interesting and also the nice beach areas around.  as fo rthe disappointing places i would have to say the ones that are full of avs but ther eis not a word that is spoken, i refer to these as zombie zones.  i would say places that are full of bots are teh most dissappointing.

2nd: Svolgi una professione in sl?

BW: Well i have some jewelry shops here in sl, but i would not call it work, i do it mostly to relax.  it is enough to pay the rent of the land i have so as long as i make my sl rent i am happy and even if i don’t make the rent i guess i am still happy maybe less happy.  also i am working in sl on a ski contest project “sxt – ski  x-treme” that will be a game for all the people here in sl to try out skiing, it should be done just in time for christmas. they are pasted below:

http://slurl.com/secondlife/redshift/227/88/80

http://slurl.com/secondlife/redshift/231/48/77

http://slurl.com/secondlife/gye ran/57/89/115

2nd: Vorresti svolgerne una in particolare?

BW: Well i enjoy my rl work, but would have to say it is not what would be my favorite profession.  umm is winning the lottory and moving to a big house on the beach a profession?  but if it came down to it i guess working with audio design for music halls and theaters would be cool.

2nd: La tua professione in rl è simile o completamente diversa da quella che svolgi qui in sl?

BW: I would say it is completely differnt, in rl work i dont get to use any creative or artistic side of me but here in sl that is about all i do.

2nd: Cosa cerchi più spesso in sl? eventi, shop, disco….

BW: I guess to take a break from building stuff here i go around and check out the shops and some of the clubs,  or just meet up with friends and hang out.

2nd: Sogno nel cassetto?

BW: Well i would have to go with my hopes of one day getting into the lottery winning profession

2nd: Un saluto per inostri lettori.

BW: Hello from beefcake wrigglesworth, say that 10 times fast

GIOVANNI FRENDA – Racconti del cuore

dicembre 23, 2008 by Aelle Robbiani  
Filed under Interview, Publishing

Abbiamo l’onore e il piacere di ospitare in questo numero, Giovanni Frenda autore del romanzo “Racconti di cuore”, un libro che ci ha entusiasmato ed emozionato.

Giovanni Frenda nasce nel 1965 a Bologna, dove vive tuttora in una casa di campagna con la sua compagna, un cane e due cocorite. Ha affiancato gli studi scientifici e la laurea in Economia e Commercio alla pratica delle arti marziali e allo studio delle filosofie e delle religioni orientali, è istruttore di judo e di difesa personale e per anni ha insegnato le arti marziali e la loro filosofia. Ha lavorato in vari campi nell’ambito commerciale, in particolare nel mondo della pubblicità. Ora lavora nel settore turistico e ama viaggiare con il corpo e con la fantasia. Grazie ai viaggi spesso trova spunti per i suoi racconti che ama scrivere di getto, quasi in stato ipnotico, lasciando che le parole si compongano da sole per dare vita a racconti sempre pieni di emozioni. Eccentrico e istrionico ha lavorato nelle radio private, come animatore e ora spesso presenta serate nei teatri e nelle feste paesane. Con le sue letture e i suoi viaggi è sempre alla ricerca di un mondo diverso, un mondo più vicino alla sua visione delle vita, un mondo positivo costruito attorno alle persone e non alle cose, un mondo attento alla realizzazione dei sogni di ognuno. Con le sue storie dipinge le emozioni di tutti utilizzando colori caldi, forti, tratti decisi e sfumature dolci dipinge i sogni, le malinconie, le paure e la sua gioia di vivere. Nel 2006 esce il libro “Racconti del cuore” edizioni Sovera multimediale, un piccolo libro di racconti, una raccolta di sottili dipinti dove realtà e sogni si mescolano, dove la fantasia prende corpo prende corpo attraverso le parole che escono direttamente dal cuore e parlano delle emozioni, dell’amore, della passione, dell’amicizia, dei sentimenti che fanno parte della nostra vita. Una piccola magia che fa scaturire le storie con prepotenza dalla penna dell’autore il quale dipinge i sogni, le delusioni, l’amore in modo originale tutto d’un fiato, senza filtri, riuscendo a toccare le corde profonde del cuore del lettore.

D: Buongiorno Giovanni, innanzi tutto grazie per aver accettato il nostro invito. La prima domanda che vorrei porle è: come è nata l’idea di questi racconti?

R: Ho iniziato a scrivere racconti prima di cimentarmi nella scrittura di un romanzo. Questi racconti non sono frutto di una idea, prendono forma da soli. Io amo pensare a parole che, come animate da una magia, prendono vita e si dispongono da sole, con ordine, per poi dare vita ad un racconto o ad un romanzo. Sono le parole stesse che sono vive e che vogliono raccontare qualcosa, io sono solo il tramite. Spesso mi capita di leggere una storia, un racconto e dire: “bello ma chi lo ha scritto?” e poi scoprire che lo avevo scritto io. Forse i nostri ospiti non capiranno e mi prenderanno per matto ma è cosi, forse un artista deve essere un po’ matto per uscire dagli schemi e creare qualcosa di diverso. Io inizio con una parola che mi ha colpito, spesso è una parola di una canzone che amo sentire mentre scrivo, e incomincio a scrivere. Scrivo senza seguire le regole che ci hanno insegnato a scuola e lentamente il racconto o il romanzo prende vita. E’ bello vedere che un dettaglio che avevi scritto e sembrava senza senso, si collega e acquista un senso nelle pagine successive di un romanzo. Io dico sempre che è una forma di magia, un dono. Lentamente ho incominciato ad accumulare tanti racconti, ne ho scritti veramente tanti, ne ho scelto, insieme alla casa editrice, un certo numero e cosi è nato il libro; l’ho chiamato “Racconti del cuore”. All’inizio era “racconti del mio cuore”, perchè questi racconti nascono dal mio cuore, ho cercato di esprimere con le parole i sentimenti che ogni persona prova, sentimenti normali, come l’amore, l’amicizia, la delusione, la paura, l’abbandono, la felicità. Il complimento più bello è stato quello di una ragazza che mi ha detto che si era emozionata, che era riuscita a provare le stesse emozioni che avevo provato io mentre scrivevo e che volevo trasmettere a chi lo avrebbe letto.

D: La prima pubblicazione su un tema così importante come l’amore, perchè?

R: In realtà non ho scelto io di parlare dell’amore, è lui che mi ha scelto per farsi raccontare. Forse il motivo è che l’amore è la cosa più importante nella nostra vita. Nel libro parlo sì di amore, ma di amore a 360 gradi, parlo di amore tra donna e uomo, ma anche di amicizia e quindi di amore tra due persone delle stesso sesso, tra amici, di amore tra gli uomini e gli animali, di amore per i nostri genitori, di amore in generale. La gente non lo dice ma le sofferenze più grandi, quelle che ci hanno fatto anche crescere, sono legate all’amore, alla felicità legata all’amore e anche quelle legate all’abbandono, alla perdita. Certo essere licenziati è grave e doloroso, ma molto di più è essere lasciati dalla propria compagna; anche iniziare un lavoro nuovo è bello e stimolante, ma molto di più conoscere ed innamorarsi di una ragazza, pensate all’emozione delle prime volte in cui si esce assieme oppure alla prima volta in cui si fa l’amore. Forse proprio in questo momento c’è bisogno di amore visto che stiamo diventando sempre più egoisti e sempre più menefreghisti e viviamo in una cultura dove molti pensano che l’amore si compri con i soldi e dove nessuno sa sacrificare se stesso per amore.E allora, alla luce di questo, che cosa c’è di più bello che parlare di amore, di cuore.

D: Il sogno è un elemento ricorrente del suo libro, ma secondo lei che cosa è il sogno?

R: Mi piace sognare sia durante la notte, sia nella vita, credo che i sogni siano parte della nostra vita, credo che sia importante sognare ed è importante lottare perchè nessuno ci rubi i nostri sogni, il sogno e la ricerca della realizzazione delle nostre aspirazioni e vivere precedentemente un obbiettivo che vogliamo realizzare. Per chi ama sognare, la vita è più bella perchè trova lo spazio per immaginarla come vorrebbe che fosse ed immaginare una vita diversa è già, se vogliamo, un po’ come modificarla. Dopo tutto, spesso è il sogno che ci da la maggiore soddisfazione, pensiamo a quando dobbiamo comprare un’auto nuova, incominciamo già a pensare a come sarà guidarla, alla soddisfazione che proveremo, alla soddisfazione nel farla vedere ai nostri amici e poi ci accorgiamo che spesso abbiamo avuto più piacere nell’immaginarla che nell’usarla tutti i giorni. E cosi è anche nell’amore, nella vita, nel lavoro ecc.. E’ bello realizzare un sogno, ma forse te lo godi di più prima di realizzarlo. La cosa più importante e non farsi rubare i sogni, ci sono tante persone che probabilmente non sono capaci di sognare, che amano rubare i sogni degli altri, non lasciamo che nessuno ci rubi i sogni e non lasciamo che nessuno ci dica che non ci riusciremo a realizzarli e continuiamo a sognare. Questo di essere insieme a voi è un sogno, sapete quanti mi hanno detto non ce la farai, lascia perdere, non troverai un editore e poi nessuno comprerà il tuo libro e poi e poi.

D:La sua penna molto semplice ricorda quella di un bambino, l’ingenuità e la freschezza di pensiero e nello stesso tempo quella nota di saggezza tipico di chi ha vissuto. In pratica, il bimbo dentro l’adulto. Quanto è importante nella nostra esistenza essere bambini?

R:Questa domanda mi piace molto perchè esprime appieno il mio modo di essere, non dobbiamo mai dimenticare che siamo stati bimbi, non dobbiamo dimenticare di saper giocare nella vita come i bimbi, non dobbiamo mai dimenticare di saper sognare come il bimbo che siamo stati. Forse l’unico momento in cui torniamo bambini è quando ci avviciniamo ad un bimbo piccolo. In realtà dovremmo sempre ricordarci che dentro di noi c’è un bimbo. Provate a guardare i bimbi, io guardavo qualche giorno fa alcuni bimbi ad un parco giochi, incominciano giocare immediatamente come se si conoscessero da sempre, anche quando non si conoscono, ridono tra di loro, si spingono, corrono, sono pieni di energia. Possibile, io mi chiedo, che se vado ad una festa tra adulti, dove non conosco nessuno, non ci si possa comportare come farebbe un bimbo che va ad una festa di bambini senza conoscere nessuno. Dopo poco i bimbi lì vedi chiacchierare, correre, scherzare, lì vedi come dicevo prima spingersi, avere un contatto fisico. Un bimbo quando ama lo fa senza inte resse, quando si cimenta in una nuova avventura lo fa buttandosi, ma anche ridendo di eventuali insuccessi e poi riprovandoci come se niente fosse accaduto. Non so perchè la vita ci faccia cambiare, i bimbi sorridono sempre, chiaramente parlo di bimbi normali, in una situazione socio-economica normale, mettiamo dieci bimbi attorno ad un tavolo per una riunione e mettiamo dieci adulti e vediamo cosa salta fuori. Vivere un pò con la spensieratezza del bimbo, nonprendendoci troppo sul serio, sia nelle vittorie, sia nelle sconfitte, provando di nuovo dopo le sconfitte, sorridendo aperti al mondo, agli altri, con la curiosità di un bimbo, forse questa è la ricetta per vivere la vita.

D: I suoi racconti sono pregni di amore. L’amore rubato, l’amore lecito, l’amore scomparso, l’amore rifiutato, l’amore inconsapevole…, l’amore e il sesso. Oggi secondo lei c’è più amore o più sesso?

R: Difficile dire se c’è più sesso o amore, mi piace pensare che ci sia più amore, forse spesso l’amore è dipinto con il cuore del sesso. Spesso nella nostra ricerca di amore, ci accontentiamo del sesso, siamo talmente alla ricerca di amore, di emozione, di sentimento, ma anche di attenzioni, di condivisione, che pur di averli, prendiamo il sesso come sostitutivo di tutto il resto. Spesso abbiamo paura di amare, mente un bimbo non ha mai paura di amare e rifiutiamo l’amore perchè l’amore è rischio, è un pò come giocare a carte, a poker, puoi stare a guardare gli altri che giocano e così non vincerai mai, oppure puoi giocare, puoi puntare poco e rischiare poco, o puntare forte, in questo caso puoi vincere molto o perdere molto. Noi ci siamo abituati a guardare gli altri che giocano, oppure a puntare poco, cosi ci facciamo poco male se perdiamo. E quindi sesso mantenendo i piedi ben piantati per terra. Pensate invece quando si è innamorati, pensate alle notti passate abbracciati, quelle notti in cui il tempo non ha più lo stesso valore, in cui il tempo si dilata, un minuto diventa un’ora, oppure un’ora diventa un secondo.

D: Lei ha detto: “spesso mi sento un pittore perchè mi piace dipingere un momento della vita, amo bloccare un sentimento, una emozione, usando tutti i colori di cui dispongo”. Qualisono i suoi colori?

R: Mi piace pensare che, per esprime una emozione si debba bloccarla dentro al cuore, come una foto. Mi avevano insegnato anni fa a pensare ad un momento corrispondente all’emozione che volevo provare, facciamo questo esercizio: pensate ad una emozione, pensate ad un momento della vostra vita che avete provato e poi fotografate questo momento, fate una foto a colori di quell’attimo, mettete nella foto anche il calore del sole, se c’è il sole, l’odore dei fiori se siete in un prato o il profumo della compagnia se siete con una persona e poi mettete questa foto dentro ad una piccola scatola, dentro al cuore. Quando io devo scrivere di una emozione vado a cercare la foto a cui corrisponde quell’emozione che voglio descrivere e poi incomincio a descriverla, potrei dipingerla perchè la vedo, la sento, vedo i colori, ma non sono capace di dipingere e allora utilizzo le parole come fossero colori e cerco con le parole di descrivere le sensazioni, le emozioni. Mi piace usare i colori forti, le linee decise, colori caldi e vivi, mi piace mettere insieme al colore, gli odori.

D: Quali sono i suoi progetti futuri di scrittore?

R: Ho finito da poco un romanzo che sto correggendo; è una storia d’amore molto bella, ma non potrei dire altrimenti, una storia complessa, molto emozionante. L’ho già letto tante volte per correggerlo e ancora oggi, mentre lo rileggo, provo emozioni forti, quelle che spero proveranno i lettori che vorranno leggerlo.

D: Bene siamo giunti al termine di questa magnifica intervista, vorrei ringraziarla nuovamente per essere stato nostro ospite ma, prima di concludere, vorrei strapparle una promessa. Saremmo lieti e onorati se, per l’uscita del nuovo romanzo, tornasse nostro ospite presentando il suo lavoro anche nel metamondo di Second Life, regalando qualche passo del romanzoin anteprima ai nostri lettori e magari inserendone anche una parte sul nostro sito web.

R: Certo che si, promesso! Ne sarò felice. Un saluto a tutti voi.

SLCamp2008

dicembre 23, 2008 by Aelle Robbiani  
Filed under Events

Occasione ghiotta a cui non potevamo assolutamente mancare. Il SLCamp 2008, che si è svolto il 25 ottobre a Firenze, all’interno del Festival della Creatività, è stata un’ottima occasione “doppia”, vista la concomitante mostra su Second Life “De Avatar Dignitate” tenutasi in quei giorni presso il Museo di Antropologia di Firenze. Dobbiamo essere sinceri, ci aspettavamo molto, ma davvero molto di più, soprattutto dalla mostra De Avatar Dignitate progettata da Mario Gerosa (e non ce ne voglia Mario Gerosa!)che invece ci è sembrata superficiale sia nell’organizzazione che nella realizzazione. Stesso discorso per lo stand all’interno del Festival della Creatività, che almeno aveva il merito di presentare qualche minima attinenza con Second Life. SLCamp2008, organizzato da Fabrizio Pivari, con tema “Second Life è morto?” , è stato sicuramente più interessante sotto diversi aspetti: un’ importante occasione per mostrare come, attraverso alcuni progetti, Second Life possa essere un ottimo trampolino di lancio, una piattaforma di sperimentazione per molti artisti, operanti soprattutto nelle arti visive e digitali; e di come la realtà virtuale possa dare l’opportunità a chiunque di esprimere la propria arte, situazione difficilmente realizzabile, causa i costi elevati, nella real life. Second Life come punto di partenza per emergere anche nella real life, per esprimere qualcosa, comunicare un messaggio. E il “comunicare attraverso Second Life” è stato certamente l’argoemto di discussione più interessante della giornata. La campagna promossa da Alice Mastroianni e dal suo team per la CBM ITALIA ONLUS in Second Life è un esempio di come il mezzo virtuale possa essere utilizzato per raggiungere migliaia di utenti in modo serio, organizzato ed efficiente. Naturalmente, l’incontro è stato utile anche per mettere a confronto le idee e le considerazioni di alcuni protagonisti del panorama italiano di Second Life; sfociando a fine giornata in un interessante dibattito sulle modalità di utilizzo di questa piattaforma virtuale, di come venga vissuta e vista all’esterno. Ci sarebbe piaciuta sicuramente un’ affluenza più numerosa e questo non solo per poter conoscere altri pensieri, spunti ed ispirazioni creative, ma per affermare, senza dubbio alcuno, che Second Life è viva, attiva e ricca di sorprese. In attesa di dare risposte certe a questi dubbi amletici, vogliamo porre un accento su quello che invece ci ha trasmesso davvero SLCamp2008: l’incontro con alcune persone piene di entusiasmo, che possiamo annoverare con piacere tra i nostri amici, come Dap Ho della daPRaf Creations, Alice Mastroianni del Wonderful Dream Team, Micalita Writer, Mila Tatham, Rodroguez Imako, Gigi Roffo, e tutti coloro con cui abbiamo trascorso un favoloso weekend. Speriamo di ripetere al più presto un’esperienza simile, magari la prossima estate per un SLCamp2009 Beach!

BASQUIAT – E i fantasmi da scacciare

dicembre 23, 2008 by Aelle Robbiani  
Filed under Art, Events, Evidence

A Roma, la retrospettiva che omaggia con opere e foto inedite l’artista americano.

Erano tanti i fantasmi che aveva da scacciare Jean-Michel. Il titolo della mostra a Palazzo Ruspoli a Roma, che riprende quello di una serie di quadri di Basquiat, inquadra immediatamente questo personaggio che è stato uomo per poco ma rimarrà artista per sempre.

Cresciuto a NYC, morto a 27 anni per overdose di eroina, all’età di 7 viene investito da un’auto e durante la convalescenza si appassiona all’Anatomia di Gray, il manuale di anatomia più famoso del mondo.

La Fondazione Memmo presenta più di 50 opere (alcune inedite) incentrate sulla visione frammentata che Basquiat aveva del corpo umano e della complessità dell’uomo stesso. Visione che include una serie di tematiche fortemente rivelatrici di Basquiat, come l’ambiente urbano che ha vissuto così intensamente – il modus operandi stesso dell’artista, il “graffitismo”, ne è testimone – le sue origini afro-caraibiche, le paure e insicurezze di musicista e pittore. Non c’è relazione fra gli oggetti ripetuti ossessivamente: scheletri, arti sparsi, auto, grattacieli, giocattoli, eroi neri, scritte, la corona (simbolo di autoaffermazione). Si legge un mondo dilaniato nei segni da lui tracciati, incoerenti ma al tempo stesso prove evidenti di un’innocenza perduta, rappresentazione primitiva e rituale del suo mondo, fatto di delirio ed emarginazione.

Michael Halsband, autore delle 5 foto inedite in mostra e suo amico, sostiene che la droga e l’alcool siano stati palliativi per la frustrazione di “un negro in questo mondo”, usando le parole di Basquiat. Anche la sua arte, quindi, appare come una sorta di catarsi, per scacciare i fantasmi di una vita vissuta fra droghe e razzismo.

MARYMOON – Portraits of innocents

dicembre 23, 2008 by Aelle Robbiani  
Filed under Evidence, Interview, Music

Fino a qualche anno fa, prima della comunicazione internettiana, la musica che tutti noi ascoltavamo era selezionata e imposta sul mercato dalle cosiddette ‘major’, le grandi etichette discografiche. L’avvento di servizi internet come myspace o altri social network similari ha facilitato non solo la possibilità per un artista di raccogliere consensi molto più ampi ma, soprattutto, ha dato a noi, semplici fruitori e appassionati della bella musica, di scoprire nuovi talenti e magari seguirli e sostenerli durante la loro scalata al successo. Second Life, in qualità di contenitore musicale, ha ampliato di certo la possibilità, per molti artisti, di raggiungere un numero elevato di utenti, ma quello che ha riscosso un notevole successo tra i musicisti è che, grazie alla realtà virtuale, con spese molto contenute, si ha la facoltà di esibirsi live. Questo aspetto è certamente il più interessante per noi utenti, in quanto si possono valutare davvero le capacità artistiche dei musicisti. Nel valutare appunto le capacità artistiche dei musicisti che si esibiscono in second life, abbiamo avuto la possibilità di ascoltare ed apprezzare un gruppo su cui il nostro magazine scommette per il futuro: i Marymoon. Un consiglio, mentre leggete l’intervista in esclusiva realizzata per 2ndDesign Magazine, collegatevi al sito www.myspace.com/marymoonband e utilizzate come sottofondo i fantastici brani presenti nella playlist, ne resterete estasiati.

2nd: Diamo il benvenuto a Stefano De Maria e Federico Dagoli i due guitarist della band. Inizio con un classico, chi sono i Marymoon e come si sono formati?

MM: I Marymoon si formano nel 2004 a Fabriano (AN) dall’incontro di cinque musicisti locali con diverse precedenti esperienze musicali. Si ritrovano un sabato pomeriggio intorno al fuoco, non si dicono nulla in particolare e senza fare progetti, solo per il gusto di ritrovarsi a suonare, scrivono il loro primo album “Portraits of Innocents”.

2nd: Quali sono le vostre principali influenze musicali?

MM: Ogni componente della band ha le sue preferenze musicali e le conseguenti influenze. Alcune sono comuni: nel sound della band sono rintracciabili richiami ai Radiohead, agli U2, ai Coldplay, a volte al sound di Seattle anni ‘90.

2nd: Come nascono le composizioni della band?

MM: Nasce prima la musica, a volte idee di un singolo, altre volte idee sviluppate dalla band in sala prove; quasi contemporaneamente la melodia, per la maggior parte delle volte idee di Vittorio, il cantante; per ultimo il testo.

2nd: Quali sono gli album al vostro attivo?

MM: Il nostro Album di debutto si intitola Portraits of Innocents (© 2008 Pressplay Records – http://www.press-play. it/) con 11 canzoni tutte con testi in inglese (da Taxi Driver a So Much Love, da All Over Again a Last Departure ecc.).  Stilisticamente possiamo definirlo un rock romantico e melodico, con testi malinconici e di speranza. Per chi lo volesse acquistare, in internet con paypal o carta di credito a soli 5$ all’indirizzo: http://cdbaby.com/cd/marymoon oppure direttamente su Second Life a 2000L$ presso la nostra sede di Adrenaline Live Music http://slurl.com/secondlife/Itland Entertainment/ 198/223/25

2nd: Ecco,  Second Life appunto. Cosa pensate di questa vostra esperienza musicale nella realtà virtuale?

MM: Ci sorprende! E ci lusinga… é bello per quanto é strano assistere ad un proprio concerto senza dover neanche fare il sound-check! Ed é bello pensare che virtualmente in tutto il mondo la gente possa divertirsi ascoltando la nostra musica, parlarne, magari renderla una piccola parte della propria vita.

2nd: I vostri progetti futuri della band in second life e nella vita reale?

MM: Ci interessa molto la prospettiva “dal vivo” di Second Life, ovvero la possibilità di fare concerti live dal nostro studio trasmessi sui server in tempo reale. Somiglia molto ad una diretta radiofonica, con in più la possibilità di poter interagire con il pubblico, che tra l’altro é curiosamente eterogeneo in quanto a provenienza rispetto a quello di un concerto “reale”. Di progetti nella vita reale se ne parlerà quando e se sarà il caso di farlo.

2nd: Quali sono i vostri contatti e riferimenti?

MM: Su internet abbiamo due siti: http://www.marymoon.it e http://www.myspace.com/marymoonband quest’ultimo un pò più aggiornato con foto, video e anche i riferimenti ai nostri concerti su Second Life. Nel mondo virtuale di Second Life invece, se volete essere aggiornati sul nostro tour e sulle nostre news, potete iscrivervi al nostro gruppo “Adrenaline Live Music” con sede in Itland http://slurl.com/secondlife/Itland Entertainment/ 198/223/25 o contattare direttamente CarloDM Demme o Sdav007 Noel anche per prenotare qualche nostro concerto.

2nd: Bene siamo giunti al termine di questa piacevole chiacchierata con i Marymoon, non vediamo l’ora di riascoltare la vostra performance live in second life. A presto e in bocca al lupo!

MM: Crepi! Ciao a tutti, vi aspettiamo inworld!

INFART – Say yes to infart

dicembre 23, 2008 by Aelle Robbiani  
Filed under Art, Evidence, News

All’inizio di settembre, a Bassano del Grappa, si è svolto un evento assai interessante per il mondo dell’arte e della creatività d’avanguardia. Infart (dal nome del collettivo di artisti che lo organizza) è veloce ed esplosivo: succede in 48 ore. 48 ore durante le quali gli artisti invitati si incontrano, vivono insieme, si confrontano e si misurano tra di loro e con gli ospiti in un’interazione di spazi urbani occupati e trasformati. Il tutto completamente immersi in uno spirito di community dall’aria altamente informale: non c’è un curatore, non c’è una mostra nei termini veri, ma c’è un party, c’è una rete di conoscenze che prende forma e lascia un segno, in cui la crema dell’avanguardia artistica nazionale ed internazionale può esprimersi liberamente all’interno di spazi dedicati 80 artisti con alle spalle carriere di assoluta rilevanza si sono affiancati per realizzare un colorato affresco di stili e linguaggi diversi interagendo tra loro stessi, e magari influenzandosi a vicenda, per regalare al pubblico una visione di assoluta forza. Contemporaneamente, la città ha ospitato un “all night long party” per festeggiare la nascita dell’Innovetion Valley, con la più grande concentrazione di creativi italiani in una sola notte. INNOVeTION VALLEY, ideato e curato da Fuoribiennale, è un importante progetto in atto creato per dare un nome e un volto alla grande area creativa del Nord-Est d’Italia. E’ stata una notte indimenticabile, popolata di eccellenze e nuovi talenti, a cui hanno partecipato tutti i creativi e le realtà culturali più importanti del Nord Est.

 

 

Contact: www.infartcollective.com/blog/