Angel Hitomi – Cosplayer

febbraio 17, 2009 by Aelle Robbiani  
Filed under Interview

Angel Hitomi2nd: Siamo onorati e felici di averti qui come nostra ospite ma soprattutto molto curiosi di rivolgerti alcune domande.
AH:  Ciao a tutti e grazie per avermi invitata su “2ndDesign”! Vai con le domande!
2nd: La prima che vorrei porti è: Cos’è un Cosplayer e cosa fa!
AH:  Il Cosplayer è colui che indossa i panni di personaggi provenienti dal mondo degli anime, manga, videogiochi, film, j-pop, mondo fantasy e altro..
Si tratta di un hobby che spesso nasce dalla curiosità, dal volersi mettere in gioco, dall’esprimere le proprie qualità artistiche e manuali.
Esistono nel mondo, come in Italia, delle fiere fumetto, o semplici raduni di appassionati dove i cosplayer si incontrano, partecipano a gare e sfilate e possono mettere in mostra le loro creazioni.
Il termine stesso Cosplay (abbreviazione di Costume Play) è stato utilizzato in Giappone nei primi anni ‘80 e trae ispirazione delle fiere di fantascienza americane o rinascimentali europee.
Il termine ha come significato letterale “vestirsi per gioco” ma anche “recita-immedesimazione in costume”.
2nd: Da dove, ma soprattutto quando nasce la tua passione per il Cosplay.
AH: Nasce nel 1998, periodo in cui avevo finito la scuola e mi ero presa un anno di lavoro e riflessione prima dell’università. Seguivo molto l’animazione giapponese e i fumetti, comperavo tantissime vhs e ordinavo qualsiasi manga disponibile nelle edicole; e come ogni appassionata, partecipavo alla regolare fiera di Lucca Comics dove, una volta, notai un gruppetto vestito da personaggi di Ranma 1/2.
Rimasi talmente affascinata dall’aria giocosa di quei ragazzi, che nei mesi successivi decisi di provare a fare un abito, aiutata da mia madre e una vicina. Andai alla successiva edizione di Lucca Comics con il mio primo cosplay di Rei Ayanami di Evangelion.
2nd: Ormai da tempo si svolgono nel mondo concorsi, fiere e raduni per i cosplayer, quale tra quelli a cui hai partecipato ti ha entusiasmato di più e perchè?
AH: Lucca Comics & Games è la fiera che più ho nel cuore perchè la mia prima fiera fumetto. Penso sia unica nel suo genere, per tradizione, dimensioni, divertimento e portata di visitatori. Riesco ogni anno ad incontrare amici e colleghi da tutt’Italia.
Ma vi sono due eventi a cui ho partecipato all’estero che non potrò mai dimenticare:
nel 2004 la Aichi Tv di Nagoya mi invitò alla 2a edizione del “World Cosplay Summit”, un raduno di cosplayers da tutto il mondo, che non prevedeva ancora una gara internazionale, ma era ricca di eventi quali sfilate per le strade di Nagoya, interviste, servizi fotografici ed incontri vari.
Mentre nel 2006 fui ospite speciale per la convention “Tnt” di Città del Messico e di Guadalajara.
Sono state esperienze meravigliose tanto per i luoghi che ho potuto visitare, quanto per le persone che ho incontrato e conosciuto. E’ sempre interessante e istruttivo vedere il cosplay sotto un occhio internazionale, stando a stretto contatto con ragazzi giapponesi, francesi, tedeschi, messicani e americani. Spesso l’idea di “fare Cosplay” varia da paese a paese.
2nd: Da rappresentante del nostro paese, come sono giudicati i Cosplayer italiani all’estero?
AH: Non posso rispondere con certezza, ma vedo che il livello dei cosplayer italiani è aumentato notevolmente negli ultimi anni, grazie anche ad un numero sempre maggiore di persone che si dedicano a questo hobby. Non dimentichiamo che sono italiane le vincitrici della 3a edizione del World Cosplay Summit 2005!
Quindi penso che siano meriti riconosciuti anche all’estero.
Inoltre ho potuto notare che noi italiani siamo molto competitivi, rispetto magari ad altri paesi, ci piacciono le gare e ci impegnamo al meglio per poterle vincere.
Io personalmente vado contro questa tendenza, per me l’importante è creare un buon costume, esserne soddisfatta e divertirmi!
2nd: Fabbricare da se gli abiti che poi si indosseranno, assegna di certo un valore aggiunto, il tocco personale ai personaggio che si interpreta, e tu sappiamo sei maestra in questo, ma ad alti livelli come il tuo siete davvero tutti maestri di taglio e cucito o alcuni cosplayer si rivolgono a sartorie specializzate?
AH: Non tutti hanno la possibilità di cucirsi gli abiti da soli, è naturale quindi rivolgersi a sarte, amici, mamme, zie, nonne e chi più ne trova, più ne metta! Il valore aggiunto secondo me è affettivo. Perchè chi si suda il proprio abito, certamente sarà anche più soddisfatto e potrà lavorarlo esattamente come se lo immagina, sempre per il motto che “chi fa da se…”.
Ma è lecito e normale farsi aiutare quando se ne ha la possibilità, perchè spesso ci vengono in mente abiti talmente difficili da non avere tutte le competenze per poterlo realizzare. Pensate ad un’armatura, ad un accessorio particolare, ad una parrucca da dover tagliare e adattare, ad un abito talmente assimmetrico di cui non si sa da che parte iniziare a tagliare la stoffa…
2nd: Qual’è l’anneddoto che ricordi con più affetto nella tua avventura da cosplayer?
AH: Essere stata riconosciuta in un centro commerciale di Pisa da un mio “fan” mentre ero in abiti normali!! :D Ero al tempo stesso divertita ed completamente incredula!
2nd: Progetti per il futuro?
AH: Sto lavorando ad un costume di un videogioco e altri due in cantiere. Il tempo è tiranno e con i lavori e gli impegni che ho, riesco a cucire meno di quello che vorrei, ma per marzo-aprile dovrei aver pronta una dea della luce…
2nd:  Se dovessimo dare dei consigli a chi volesse abbracciare questa passione?
AH: Posso assicurare che Cosplay è un hobby molto divertente, socializzante, creativo e può dare tante soddisfazioni. Non prendetelo troppo seriamente pero’! ;)
2nd: Ti ringrazio ancora una volta per essere stata nostra gradita ospite girandoti un in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri da parte di tutta la redazione e dei nostri lettori.
AH: Sono io che ringrazio tutti voi per avermi ospitata! Un abbraccio a voi e ai lettori.
Angel Hitomi

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Obikà

febbraio 17, 2009 by Aelle Robbiani  
Filed under News

ObikàUno dei prodotti alimentari italiani più apprezzati in assoluto, sia in Italia che all’estero, è certamente la mozzarella. Se quest’ultima poi è una Mozzarella di Bufala Campana DOP, allora ci troviamo nell’Olimpo delle mozzarelle! Un tradizione casearia, quella italiana, senza eguali (e citando Paolo Conte:”..e i francesi che si incazzano…”), tradizione che rende altresì la mozzarella di bufala campana una delle punte di diamante della tavola nostrana. Dal punto di vista culinario poi, la regina dei piatti del bel paese è utilizzata in diverse soluzioni di portata: nell’antipasto, nel primo, nel contorno, nel secondo, in fresche insalate estive ma soprattutto come piatto unico, fresco, nutriente ed equilibrato. Questo concetto di versatilità del prodotto, è alla base di chi, unica realtà al mondo, ha di fatto creduto nella mozzarella di bufala campana come centro della propria attività di ristorazione.

Obikà è infatti il progetto di ristorazione italiana che colloca la Mozzarella di Bufala Campana DOP al centro della propria proposta gastronomica unitamente alla ricerca di prodotti artigianali tipici della tradizione italiana, caratterizzati da un’altissima qualità. Riprendere il concetto del fast food nordamericano adattandolo ai palati più raffinati ed esigenti con una selezione top di prodotti tipici accostati alla Mozarella di Bufala Campana DOP, in un ambiente curato fin nei minimi particolari, questa l’idea vincente di Obikà. Un nuovo modo di concepire la pausa pranzo unendo i piaceri del palato alla raffinatezza degli ambienti, esprimendo un design ricercato in cucina e non solo.

Facebook – la network mania impazza

febbraio 17, 2009 by Matteo Cassanelli  
Filed under Evidence, News

FacebookNell’anniversario dei primi 5 anni di Facebook, la sua fondazione risale al 4 febbraio del 2004, il social network fondato da Mark Zuckerberg ha ormai conquistato la quasi totalità delle persone che usano frequentemente internet e comincia ad attirare anche chi non ne è così avvezzo.

Dall’11 settembre del 2006 chiunque abbia più di 13 anni può parteciparvi. L’utente può entrare in più gruppi, come la scuola superiore, il luogo di lavoro o il paese di nascita, conservando così l’idea principale che il network aveva, cioè mantenere in contatto le persone dopo che si erano perse di vista, e allo stesso tempo abbracciare trasversalmente tutti gli utenti di internet.

Facebook è ormai diventato il maggiore social network esistente al mondo, superando il rivale di sempre myspace, suclassandolo con 15 milioni di visite in più nel mese di giugno del 2008.

L’esplosione che Facebook ha avuto negli ultimi anni ha naturalmente portato le comunità di tutto il mondo a chiedersi quanti effettivamente fossero i pro e i contro di un tale network. Molti editoriali, di qualsiasi fazione politica o ideologica, hanno dato la loro opinione sul social network, sostenendo ad esempio che “Facebook è un nuovo moltiplicatore d’ansia, un nuovo occhio che guarda ed equivoca” Annalena Benini su “Il Foglio” (cfr. Il Foglio, 7 ottobre 2008) o su inchieste sulle perdite di tempo e sugli scocciatori online che cominciano a tormentare innoqui e innocenti utenti.

Il fenomeno Facebook comunque esiste, ogni persona che conosce almeno in parte il mondo di internet ha avuto a che fare con lui e se non ha ancora un account, almeno una volta ha pensato di farlo o conosce sicuramente qualcuno che ne possiede uno. Tralasciando opinionisti che si perdono elucubrazioni zen, cyberpunk o addirittura distopiche, Facebook è un fenomeno che entra naturalmente dentro alla vita delle persone poiché entra nella loro sfera del sociale. Rivolta conoscenze, esperienze e ricordi, una delle sue forze sta nel fatto di usare Facebook non per conoscere persone sconosciute, come avveniva per lo più nelle chat o negli altri social network, ma invece per riallacciare contatti con persone che già si conosceva e si è perso di vista oppure che comunque già si conosce. Facebook mantiene tale forza anche tramite l’attenzione che il suo staff riserva agli account e al fatto che essi rappresentino solo “persone reali”, esemplificativo è il caso dei molti utenti di SecondLife che, adorando la propria identità di avatar si iscrivono ad altri social network mantenendo la stessa identità, con il risultato di farsi cancellare l’account dai funzionari di Facebook. Additata sopratutto dagli opinionisti è inoltre la generazione che più mantiene vivo Facebook, cioè quella dei 20-35enni, definiti spesso come individualisti, egocentrici, narcisisti e consumisti, per molti i veri sostenitori del così detto “individualismo di massa” che rende tutti preda della smania di apparire come si vorrebbe realmente, mantenendo quella giusta distanza online che permette di non esporsi troppo.

Analizzando il così detto “eccesso dell’ego” che secondo alcuni porterebbe a non volere vivere più una sola vita ma tante vite insieme, trascinando la persona verso una sorta di zapping esistenziale, i gruppi altamente discussi come quelli pro-mafia o pro-stupro, i quali sono da molti indicati come apologhi di reato, le analisi spesso si perdono in disquisizioni fin troppo profonde e con toni profondamente esistenziali. Molti sostengono che le persone vogliono apparire e lo vorranno sempre, il web è pieno di opinioni contro il social network utilizzato comunque profondamente e in continuazione da tutti, che vorrebbero un ritorno alla vita reale e distante da conoscenze solo virtuali. Fortunatamente, molte voci parlano anche di Facebook salvandone la creatività, che prende forma di spunti, idee, ulteriori conoscenze e approfondimenti.

Bread & Butter – Fashion from Barcellona

febbraio 17, 2009 by Matteo Cassanelli  
Filed under Events, Evidence, Fashion

Bread&ButterDal 21 al 23 Gennaio 2009 si è svolta presso il capoluogo catalano l’ottava e ultima edizione del Bread & Butter, una delle fiere di moda casual e urban più importante del mondo. L’esposizione, totalmente all’insegna dell’internazionalità ha fatto onore al proprio nome ospitando 800 marche e quasi 80000 visitatori provenienti da oltre 100 paesi. I dati hanno confermato l’importanza di Bread & Butter nel settore e il ruolo di piattaforma di comunicazione per le imprese, i marchi, i disegnatori e i distributori in ambito Denim, Sportswear, Street Fashion, Function Wear e Casual Dressed Up. Ogni anno migliaia di persone visitano la fiera alla ricerca degli ultimi esperimenti e tendenze del mondo della passerella. In realtà la fiera è originaria di Berlino ma da alcuni anni si svolge a Barcellona, dovuto al successi che ottenne la prima edizione, da quel momento il suo successo è stato in continua crescita.

L’inventore e presidente di Bread & Butter, Karl-Heinz Müller, ha sostenuto che: “Grazie al nostro Active Guest Management abbiamo un controllo preciso e globale della struttura dei nostri visitatori. Tutte le principali ditte commerciali internazionali erano presenti. La qualità dei visitatori è stata la migliore di sempre. La nostra community è una base stabile e solida, che resterà al nostro fianco se rispondiamo correttamente alle esigenze del tempo. E il nostro impegno in tal senso sarà sempre ai massimi livelli”.

Il Bread & Butter, oltre allo streetwear, ospita anche arte, musica, e indirizza l’industria verso le nuove tendenze. BBBarcellona si distingue per la grande attenzione ai particolari, all’estetica generale e alla selezione di fornitori, stilisti, progettisti ed espositori.

La fiera di Barcellona è stata come sempre la passerella mondiale delle tendenze giovanili, nella rassegna, si è potuto toccare innovazione e novità per questo si tratta di un evento centrale di comunicazione e marketing specializzato nella moda contemporanea, di riferimento per moltissimi brand emergenti e ormai consolidati.

Oltre al rinnovato portafoglio di espositori, tra cui le principali marche del panorama internazionale, BBBarcellona ha offerto ai propri visitatori una serie di veri e propri eventi esclusivi.

La leggenda del tattoo e vintage Christian Audigier ha dominato l’Avenida di circa 1000 m², anche Wrangler ha nuovamente conquistato BBBarcelona con una straordinaria prestazione del marchio nel Luna Park, dove si è concretizzato lo spirito Wrangler in forma live in uno spettacolare show di moto su parete rigida.

Nella Sport & Street Area del livello 3 si è tenuto per la prima volta il BREAD & BUTTER Flea Market: streetwear-store internazionali, come Azita (Francoforte), Caliroots (Stoccolma), Index Book (Barcellona), Limiteditions (Barcellona), Reed Space (New York), Slam Jam x Chikashitsu (Barcellona), Solebox (Berlino) e Wood Wood (Berlino/Copenhagen) hanno messo in vendita “special collaboration item”, veri e propri tesori provenienti dal loro fondo personale e pezzi da collezione dell’inverno 08.

In questo modo non soltanto è stata offerta a tutti i visitatori di BBB un’esperienza di shopping davvero speciale, ma per la prima volta anche i dettaglianti hanno usufruito di una propria piattaforma di presentazione e vendita nell’ambito specifico di BREAD & BUTTER.

Night Italia

febbraio 17, 2009 by Aelle Robbiani  
Filed under Art, Evidence

 

Night ItaliaNIGHT ITALIA, nuova collana Jouvence, prende origine dalla rivista newyorkese NIGHT, fondata nel 1978 da Anton Perich, pittore, video artista e fotografo per la rivista “Interview” di Andy Warhol, e da un sodalizio ventennale tra Anton Perich e l’artista romano Marco Fioramanti.

NIGHT ITALIA nasce come un progetto di comunicazione e informazione no profit, realizzato in forma volontaria da una serie di artisti (e non solo) i quali, dopo esperienze in varie discipline, hanno deciso di unirsi per contribuire a colmare il vuoto critico lacerante che si è andato formando nel sempre più diffuso conformismo culturale.

NIGHT ITALIA ha come obiettivo quello di dar vita, con scadenza più o meno periodica, a dei particolari libri da collezione, qualificati essenzialmente per immagini, con testi in più lingue, che documentano su scala europea alcuni temi fondamentali del contemporaneo legati alle arti visive, alla musica, al costume, alla satira, in modo da creare un dibattito aperto sulla realtà a noi più vicina.

NIGHT ITALIA intende dunque porre l’accento e dare voce – soprattutto per immagini – a quelle dimensioni culturali quasi sempre nascoste, il cui portato ha pari dignità, diritto e qualità dei corrispettivi big d’esportazione. Un’informazione, questa della collana, che passa attraverso i canali delle librerie ufficiali e quelli meno visibili, spesso più interessanti, dei centri underground, per portare alla luce realtà inedite e stimolanti.

NIGHT ITALIA vuole porsi come punto di riferimento per chi crede in un’informazione libera e non schiava di interessi di qualunque genere. Il sito http://nightitalia.wordpress.com/ è già stato attivato e verrà continuamente aggiornato e sarà provvisto di una sala di lettura con i principali argomenti contenuti nel libro.

NIGHT ITALIA nasce con la convinzione che se un altro mondo è possibile, può esserlo soprattutto nel campo dell’arte e della cultura.

 

 

Website: http://nightitalia.wordpress.com

In quelle trine morbide

febbraio 6, 2009 by Aelle Robbiani  
Filed under Events, Evidence

In quelle trine morbideMartedì 10 febbraio alle 17.00 il Museo Napoleonico ospiterà la proiezione del video clip che racconta il viaggio in Second Life della mostra “In quelle trine morbide”

Seguirà un dibattito con:

Umberto Croppi, Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma

 

Umberto Broccoli, Sovraintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma

Arnaldo Caprai, collezionista

Marina Bellini, responsabile del progetto Musei in Comune 2.0

 

L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra l’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, la Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, Zètema Progetto Cultura e Fondazione Valore Italia e include nel suo processo di comunicazione anche la condivisione di informazioni e materiali su questo blog e la possibilità di scaricare foto e video dei musei su youtube e flickr.