Sale server diventano arte
settembre 24, 2010 by Aelle Robbiani
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Può una semplice sala server, normalmente utilizzata solo come un servizio, diventare arte? Può una massa di circuiti e impianti, di plastica e silicio, diventare qualcosa di più che freddo articolo per un business? Può riuscire a trasmettere emozioni e suscitare qualcosa dentro le persone?
Esistono imprese che hanno trasformato questa necessaria parte dell’impresa in una realtà comprovata di immagine. Nonostante il fatto sia naturalmente dovuto a motivi di marketing e di promozione personale, le idee sono talmente interessanti da meritare una menzione. Ad esempio la sala server della Bahnhof Datacenter che ospita i server di Wikiliaks, ha posizionato i propri server a Stoccolma, all’interno di un vecchio rifugio antiatomico costruito durante la seconda guerra mondiale. Le foto presenti sul sito di Bahnhof sono incredibili, le immagini ricordano ambientazioni alla 007 senza nulla togliere a chi vuole associarli a guerre stellari o affini.



Google dal canto suo, sempre e comunque presente, sta attualmente costruendo un nuovo data center in Finlandia. Dopo aver acquistato una vecchia fabbrica di carta, l’azienda di Mountain View ha iniziato i lavori che nella prossima primavera daranno vita a data center da 200 milioni di dollari, con due sale server da otto mila metri quadri ciascuna. L’accesso all’edificio sarà degno di un racconto cyber punk, gli ingressi saranno monitorati sia dal mare (il centro sorge sul mar baltico tra Helsinki e San Pietroburgo) che dalla terra e gli accessi ai server saranno permessi solo tramite un esame biometrico della retina. Oltre alle dimensioni uniche nel suo genere, unico sarà il raffreddamento (da sempre uno dei maggiori problemi per i data center), l’acqua marina, tramite pompe speciali, verrà usata direttamente per il raffreddamento dei server.

Altro caso decisamente unico, è stato quello del Barcellona Adsdaw, i quali costruttori, posizionando il mega computer “Marenostrum” uno dei più potenti computer al mondo, addirittura in un cattedrale, hanno dato un’impronta sacra all’installazione. Per precisione il sito scelto è la cappella di Torre Girona vicino alla città di Barcellona, i costruttori intendevano dare un’impronta unica alla sede per giustamente pubblicizzare con impatto l’evento del supercomputer.

L’immagine, che queste agenzie di data entry mostrano con queste installazioni, è talmente impatto da far risparmiare all’impresa investimenti in comunicazione e pubblicità. Questo tipo di risparmio si va quindi a sommare agli indubbi vantaggi prodotti dalle economia di scala delle gigantesche sale server. Quest’ultimo è probabilmente la vera causa della prima caratteristica notabile di queste sale: le dimensioni. Localizzando la maggior parte dei server in un solo luogo le economie di scala crescono e i costi sono minori rispetto alla gestione di maggiori sale server più piccole. La forza di queste installazioni uniche comunque, nonostante tutti i vantaggi tecnici che vengono elencati nella scelta della location, sta sicuramente in un’ottica di marketing. In un mondo in cui il bisogno di conservare dati e permettere che questi siano raggiungibili ovunque è soddisfatto da sempre più agenzie, il servizio offerto deve farsi notare sui concorrenti il più possibile.
STEAM – prove di pace dopo dieci anni di guerra in rete
settembre 1, 2010 by Aelle Robbiani
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Quasi dieci anni sono passati dalla cancellazione di Napster, il primo software per peer to peer condannato per pirateria online, colui che veramente creò il concetto di diffusione di materiale via internet tra utenti, definito da alcuni libera diffusione d’idee, da altri pirateria online. Pirateria online quindi, da quasi dieci anni sentiamo questo termine alle televisioni e lo leggiamo sui giornali e in rete, siamo alla fine di questo decennio di battaglie, rivoluzioni e condanne tra i difensori del copyright e i fautori della libera diffusione tramite internet, cosa sta succedendo in questo periodo?
La situazione non si è sostanzialmente modificata, da una parte si continuano ad inventare nuove piattaforme e tecnologie per aggirare controlli e velocizzare il trasferimento dei file, dall’altra si continuano a chiudere server e portali uno dietro l’altro. Streaming, torrent, megaupload, sono tutte strategie che si alternano o si sommano una dopo l’altra per agevolare il download dei file.
Nel corso degli anni però, sono stati anche creati sistemi alternativi tra la repressione e la pura illegalità. La piattaforma STEAM, per esempio, creata dalla Valve, è uno dei più vitali portali online per lo scaricamento dei videogiochi in maniera legale. Dopo la registrazione di prassi, l’utente visualizza i giochi disponibili ed è libero di scaricare il gioco pagando il relativo prezzo. Dove sta la novità rispetto a tutte le altre piattaforme? Non come si scarica il prodotto ma piuttosto cosa succede dopo aver scaricato. Senza entrare troppo in dettagli tecnici, parte del gioco rimane sulla sui server di STEAM mentre una parte viene effettivamente scaricata sul Computer del giocatore, entrambe le parti servono per giocare, ed è qui che entra la novità. La comunicazione tra le due parti del gioco permette una costante giocabilità in rete che aumenta la longevità del gioco e lo mantiene sempre aggiornato e rinnovato. Inoltre grazie a tutto ciò, è possibile giocare su qualsiasi computer semplicemente effettuando il log in su STEAM.
La maggior parte dei tipi di giochi presenti su STEAM non sono di grande diffusione, titoli semplici e apprezzabili più brevemente rispetto ai grandi titoli che normalmente occupano gli scaffali dei negozi. L’introduzione degli “Achievements” particolari obiettivi che si raggiungono giocando, vengono comunicati direttamente a STEAM che gratifica il giocatore subito dopo con il relativo premio. Naturalmente sono presenti anche i titoli di grande diffusione con prezzi leggermente più bassi dei negozi, disponibili a tutti i giocatori che desiderano scaricarli legalmente.
Il prezzo medio per questi tipi di giochi è tra i 5 e gli 8 euro, i risultati stanno premiando questa scelta. La strada è ancora lunga per mettere d’accordo strenui difensori dei diritti di copyright e sostenitori del diritto alla libera diffusione, ma dopo quasi 10 anni di battaglie, qualcosa si sta facendo per mettere in pace le parti.





