Ara Gallant – Damiani Editore

aprile 6, 2010 by Aelle Robbiani  
Filed under Art, Fashion, Publishing

untitledIL LIBRO >> Tra la metà degli anni Sessanta e la fine degli anni Ottanta, Ara Gallant (1932-1990) ha rivoluzionato l’editoria di moda, prima come hair stylist e make up artist poi come fotografo, dalle pagine di riviste come Vogue, Interview, Playboy e Rolling Stones. Personaggio notissimo nel mondo della moda e tra gli attori di Hollywood, dopo la sua morte Gallant è stato però avvolto dall’oblio. La monografia curata da David Wills e pubblicata da Damiani restituisce ora per la prima volta un ritratto a tutto tondo di questa figura poliedrica e geniale, attraverso un’ampia selezione di immagini e le testimonianze di chi lo conobbe e lavorò con lui. Per anni stretto collaboratore di Richard Avedon – tanto che nell’ambiente ci si riferiva ai due come un’unica entità, “Aradon” – Gallant curò lo styling di molti suoi set fotografici, inventando pettinature visionarie sulle modelle più famose di quel periodo, come Twiggy e Veruschka: il libro raccoglie cinque scatti del maestro (tra cui un ritratto inedito di Anjelica Huston), che testimoniano questo straordinario sodalizio professionale e artistico. Nato nel Bronx come Ira Gallantz, ben presto cambiò il proprio nome in Ara Gallant considerandolo più esotico e adatto al suo personaggio. Giovanissimo, cominciò a lavorare come parrucchiere nel salone di famiglia nel Bronx, spostandosi poi da Bergdorf Goodman a Manhattan, dove divenne richiestissimo da attrici e modelle. A metà degli anni Sessanta iniziò a lavorare sui set fotografici di Vogue, diventando il primo hair-stylist ad essere pagato da una rivista di moda per le sue prestazioni professionali. Gallant collaborò così con i più grandi fotografi del suo tempo: oltre ad Avedon, Irving Penn e Bert Stern, fra gli altri. Il suo contributo più innovativo fu l’invenzione dei cosiddetti “flying hair”, un trucco che usò per la prima volta su Twiggy nel 1966 e che resta ancora oggi molto copiato: la tecnica base consisteva nel creare volume unendo diverse parrucche fissate su di un pezzo di cartone reso invisibile dai capelli stessi, che apparivano lunghissimi e fluttuanti. Piume, fiori, oggetti di varia natura, toupet lunghi anche un metro: idee ardite, mai viste (puntualmente documentate dalle immagini pubblicate nel volume) che lo resero famosissimo. Alla sua notorietà contribuivano il suo look total black, sempre completato da una giacca di pelle e da un cappello tempestato di spille e medagliette, e la sfrenata vita notturna che conduceva: veniva spesso fotografato mentre usciva all’ alba dallo Studio 54, la più famosa discoteca newyorchese dell’epoca, in compagnia delle sue amiche modelle e attrici. Nei primi anni Settanta, Gallant iniziò a scattare foto egli stesso, realizzando ritratti di celebrities per Interview, Vogue, Weekend e Rolling Stones, molti dei quali raccolti in questo volume. Tra i soggetti di questi scatti si riconoscono Warren Beatty, Marisa Berenson, Mick Jagger, Dustin Hoffmann, Anjelica Huston, Harvey Keitel, Jack Nicholson, Sissy Spacek, Arnold Schwartzenegger, e le modelle Veruschka, Gia Carangi, Pat Cleveland, Margaux Hemingway, Iman, Penelope Tree e Apollonia Von Ravenstein. A partire da alcuni di questi ritratti, Gallant realizzò anche una serie di bellissime copertine per Interview, anche queste raccolte nel libro. All’inizio degli anni Ottanta si trasferì a Los Angeles con l’intenzione di realizzare un film basato su una sua sceneggiatura, ambientata nel mondo delle modelle. Questo progetto non riuscì però a trovare un produttore, e in California Gallant iniziò ad avere seri problemi con le droghe. Dopo diversi tentativi falliti di disintossicarsi, si suicidò nel 1990. Oltre a documentare questa straordinaria avventura umana, artistica e professionale con quasi cento immagini, molte delle quali inedite, il volume contiene una commossa introduzione di Anjelica Huston, amica personale di Ara Gallant, e si chiude con un collage di testimonianze raccolte dal curatore David Wills tra gli amici di Ara: la stessa Huston, Viva, Lauren Hutton, Drew Barrymore, Polly Mellen (celebre stylist e fashion editor di Vogue America), i fotografi Steven Meisel e Bert Stern, Paul Morrissey, la stilista Diane Von Furstenberg, le modelle Pat Cleveland, Penelope Tree, Veruschka e Apollonia Von Ravenstein. IL CURATORE >> Di origine australiana, David Wills è un collezionista di fotografia, editor e curatore indipendente. Recentemente ha curato e prodotto una serie di mostre nate da immagini provenienti dal proprio vastissimo archivio: “Edie Sedgwick: Unseen Photographs of a Warhol Superstar”; “Murder, models, madness: photographs from the motion picture Blow-up”; “James Bond” e “Warhology”. Ha curato la pubblicazione “Bernard of Hollywood’s Ultimate Pin Up Book” (Taschen, 2000) ed è coautore della monografia “Veruschka” (Assouline, 2008). Vive a Los Angeles.

Ara Gallant

A cura di David Wills

Introduzione di Anjelica Huston

Testi di Polly
Mellen, Veruschka,
Diane Von Furstenberg,
Lauren
Hutton, Paul
Morrissey, Steven
Meisel, Drew Barrymore,
Viva….

Testi di Polly Mellen, Veruschka, Diane Von Furstenberg,

Lauren Hutton,  Paul Morrissey,  Steven Meisel,

Drew Barrymore, Viva….

Damiani editore

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The Art and Life of Chaz Bojorquez – Damiani Editore

aprile 6, 2010 by Aelle Robbiani  
Filed under Art, Evidence, General, Publishing

att5cd88IL LIBRO >> Damiani pubblica la prima monografia dedicata a Charles “Chaz” Bojorquez, artista di origine messicana che alla fine degli anni Sessanta ha iniziato a disegnare per le strade del suo quartiere a Los Angeles, seguendo la tradizione dei cholo graffiti, diffusa nelle zone abitate prevalentemente dai latinos. Ben presto Chaz Bojorquez trovò un suo stile autonomo, che ha influenzato intere generazioni di street artists, calligrafi e tatuatori. Il suo simbolo o “tag”, creato nel 1969, è un teschio stilizzato chiamato Senor Suerte (Signor Fortuna): ispirato al folclore messicano e in particolare al culto della Santa Morte, costituisce uno dei primi esempi di stencil art applicata alla strada ed è diventato in seguito un’immagine di protezione dalla morte per i membri delle gang. L’altro aspetto che caratterizza l’estetica di questo artista è la calligrafia: Bojorquez è stato infatti uno dei primi writers a elaborare dei particolari caratteri tipografici di difficile lettura ma di grande impatto estetico, creando una sintesi originale tra lo stile psichedelico, i font Fraktur e Old English e la calligrafia cinese. Bojorquez è uno dei primi artisti a essere passato con successo dalla strada alle gallerie: oggi alcune sue opere fanno parte della collezione permanente di alcuni musei americani, come il National Museum of American Art e l’Orange County Museum of Art, in quanto considerate espressioni della cultura dei latinos della California del Sud. Il volume è articolato in tre sezioni: la prima si apre con i testi introduttivi di Greg Escalante, François Chastanet e dei curatori, a cui segue un’intervista in cui Chaz Bojorquez ripercorre le tappe fondamentali della sua formazione artistica. La seconda parte è dedicata al disegno e all’opera in bianco e nero di Bojorquez, mentre l’ultima raccoglie la sua produzione pittorica. I curatori hanno inserito anche molte immagini fotografiche che documentano alcuni momenti cruciali della vita dell’artista.

I CURATORI >> Illustratore e visual designer, Marco Klefisch vive a Milano dove lavora come freelance. Tra i progetti recenti, oltre alla monografia su Chaz Bojorquez edita da Damiani, figurano il disegno della campagna internazionale del brand Carhartt e le illustrazioni per la rubrica Soft Focus su Vice magazine. Suoi lavori sono stati pubblicate su: Arkitip, Vice, The End, Blacknuss, XL di Repubblica, Superfly, Rugged, Graphotism, Dazed&Confused, La Repubblica, Urban, OHT, 36 Chambers/Drago Editore.

Titolare di WAG Milano, il primo negozio italiano e tra i primi in Europa ad occuparsi di streetwear e cultura Hip Hop, e co-fondatore di Tribe, il primo magazine in Italia inerente il Graffiti Writing, Alberto Scabbia ha creato l’etichetta discografica Skill To Deal Records, e da oltre vent’anni collabora alla realizzazione di eventi legati al mondo dell’arte e della musica underground.

THE ART AND LIFE OF CHAZ BOJORQUEZ
a cura di Marco Klefisch e Alberto Scabbia
Testi di François Chastanet, Greg Escalante, Marco Klefisch, Alberto Scabbia
Damiani editore
www.damianieditore.com

THE ART AND LIFE OF CHAZ BOJORQUEZ

a cura di Marco Klefisch e Alberto Scabbia

Testi di François Chastanet, Greg Escalante, Marco Klefisch, Alberto Scabbia

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Future Film Festival 2010

aprile 6, 2010 by Aelle Robbiani  
Filed under Events, General

fffTra il 26 e il 31 Gennaio 2010 si è svolta a Bologna l’annuale rassegna cinematografica del Future Film Festival. La rassegna, svoltasi tra il teatro Duse e palazzo Re Enzo, ha nuovamente mostrato a tutti i visitatori le nuove avanguardie del cinema d’animazione e le nuove tecnologie applicate all’immagine. Da sempre incentrato sulla definizione e l’aggiornamento del nuovo immaginario cinematografico, il Future Film Festival ha proposto quest’anno un focus sulla stop motion e uno sulla motion graphics. Gli incontri nel centro di Bologna si sono alternati per tutti i giorni dell’evento mostrando moltissimi aspetti di tutti gli argomenti trattati nel festival, tra i quali lo sviluppo del 3d stereoscopico in Italia e nel mondo.
Oltre alle importanti conferenze e incontri sulle ultime tecnologie cinematografiche, il Future Film Festival ha mostrato al pubblico bolognese tutta una serie di nuovi cortometraggi, dei quali dieci si sono contesi il premio Platinum Grand Prize, vinto infine da “Panique au village” di di Stéphane Aubier e Vincent Patar per “aver creato un film fresco che è un’esplosione di energia creativa dal punto di vista visivo, drammaturgico e anche musicale.”
L’oltre centinaio di appuntamenti tra conferenze, incontri e seminari è stato accompagnato da un buon successo di pubblico, che ha seguito ardentemente ogni aspetto del festival e in particolar modo i molti cortometraggi proposti nella rassegna. I più votati dal pubblico sono stati “Fard” di David Alapont e Luis Briceno e “ The Man is the Only Bird that Carries his own Cage” di Claude Weiss. La giuria del festival composta dal fumettista Vittorio Giardino, dal giornalista Franco Giubilei e dal cartoonist e regista Matteo Stanzani ha assegnato il Premio della Giuria a “The light house Keeper” di David Francois, Rony Hotin, Heremie Moreau, Baptiste Rogron, Gaëlle Thierry, Maïlys Vallade e una menzione speciale a “De si pres” di Remi Durin.
Per quanto ci riguarda, abbiamo particolarmente apprezzato i film della sezione “Follie di Mezzanotte”, una sezione nata per ospitare al festival film fuori concorso curiosi ed estremi, che hanno variato dal demenziale all’horror e che sono stati tutti proiettati dopo il calar del Sole. Tra gli incontri invece, ci ha colpito l’intervento della Scuola Internazionale di Comics sul processo produttivo del cinema d’animazione, una interessante lezione sui software e i meccanismi usati dalle case di produzione per creare i lungometraggi animati. Ci siamo divertiti infine con il videogioco in 3d di Avatar, presentata a Palazzo Re Enzo e giocabile da tutti i visitatori: una vera e propria entrata in pieno stile nel mondo di James Cameron nei panni di un marine e di un “na’vi”, il quale permette di atterrare e visitare Pandora in tutta la sua bellezza con solo un PC e un paio di occhiali 3d particolari, sviluppati appositamente per il gioco.
Nonostante le difficoltà di organizzazione iniziali, il Future Film Festival si è svolto in magnifico modo, rimandando alla fine tutti gli appassionati all’anno prossimo per un’altra immersione nel magnifico mondo dell’animazione digitale cinematografica.

Google: Web Leviathan

aprile 6, 2010 by Aelle Robbiani  
Filed under Evidence, General, News, Various

GoogleNon è una novità che google sia il dominatore del mondo web degli ultimi 10 anni. Le medaglie sul suo petto sono innumerevoli: uscito dalle search engine wars come dominatore incontrastato della ricerca in rete, gestore della più vasta rete di promozione e marketing push e pull che esista con adwords e il suo gemello adsense, innovatore nei browser con il suo Chrome e nei servizi di cloud computing con gmail e altri servizi, sono solo le più luccicanti.
La novità di questi ultimi mesi è stato il lancio del gigante di Mountain view, in un nuovo mercato: la telefonia. Il nuovo telefono di ultima generazione, Nexus One, interamente di produzione google, disponibile inizialmente solo per i dipendenti google e reso visibile unicamente a pochi giornalisti, sembrava alle prime impressioni non una vera rivoluzione nel campo della telefonia, ma l’unico prodotto in grado di combattere ad armi pari l’iphone, il titano di apple. Questa sembrava stesse per avere inizio con il 2010, ma niente è successo. Dopo l’iniziale sbigottimento il Nexus One si è rivelato infatti essere ben al di sotto delle iniziali impressioni, come un mediocre telefono single touch prodotto in realtà da HTC. La novità quindi non sta nell’effettivo oggetto commercializzato da Google, ma nel come questo è commercializzato. Quello che infatti Google sta portando avanti non è uno strabiliante oggetto di mercato come fu l’iphone, ma è in realtà un modello di mercato, un’idea di business, Google vuole infatti entrare nel mercato del retail. Innovazione molto più sottile ma che sfruttando le sue già grandi forze potrebbe essere ancora più decisiva per lui. L’attacco di Google, non è infatti verso i produttori della telefonia e dell’itech come apple, ma verso i grandi distributori online come Amazon.
Google vuole forse creare una innovativa piattaforma per l’acquisto in rete? Date le sue capacità che gli vengono già dalla promozione di miriadi di imprese che si appoggiano a lui grazie ad Adwords e Adsense, le possibilità prima di trovare e dopo di acquistare prodotti via web potrebbero essere elevatissime, la facilità di acquisto verrebbe così aumentata unendo i milioni di utenti che utilizzano Google ogni giorno con i loro desideri di acquisto. Forse l’iphone non sarà quindi battuto nel prodotto dalla marca google, ma potrebbe essere costretto un giorno a passare direttamente da lui per incontrare i suoi acquirenti.

Illegal Download Party

aprile 6, 2010 by Aelle Robbiani  
Filed under Music, Report

Il danno stimato dagli scaricamenti illegali nel 2009 è sto secondo le ultime stime pari a quasi un miliardo di euro. Si tratta di una cifra enorme, bel al disopra delle possibilità di comprensione della maggior parte degli utenti. La somma è il risultato della stima del Centro Studi per la protezione dei diritti degli autori e della libertà di informazione. La soluzione, per le autorità di quasi tutto il mondo, è sempre stata una e una sola: chiudere tutto, senza eccezioni.
In questo rientra il recente caso di Pirate Bay il quale, dopo ricorsi e anni nelle aule giudiziarie ha visto definitivamente chiudere i suoi battenti in molti Stati Europei. Pirate bay è solo l’ultimo di tante piattaforme che, con diverse tecnologie, permettevano di scaricare gratuitamente musica, film e programmi dalla rete, tra i molti Gnutella, Modzilla, Emule e il capostipite Napster.
Per molti giorni l’anno condanne di questi programmi vengono rese note da numerosissime fonti, siano esse istituzionali o no, famosissimo il capostipite di questi casi che la band Metallica fece contro Napster. Anche personalità che potrebbero sembrare molto più aperte verso questo argomento si sono sempre schierate contro, come ad esempio il frontman degli U2 Bono, che ha incluso la lotta alla pirateria in una lista di 10 passi fondamentali per migliorare il mondo nel prossimo decennio.
Esistono tuttavia voci al di fuori dal coro che si distolgono da questo lotta senza quartiere. Alcune personalità e addirittura alcuni stati stanno mettendo invece i programmi di freestreaming e di file sharing sotto una luce ben diversa. Il cosiddetto “Partito pirata” cresce in alcuni stati Europei come in Germania, dove è passato dallo 0,3% al 1,75% in un anno e in Svezia, dove alle più recenti elezioni europee ha addirittura ottenuto un seggio all’Europarlamento. Il loro programma è ben mirato verso la riscrittura e la modifica delle leggi sul diritto d’autore e copyright. Secondo il partito infatti, i diritti d’autore sotto attualmente troppo sbilanciati verso lo sfruttamento economico e non verso lo sviluppo culturale della società.
Il “Partito Pirata” ha anche dalla sua parte la voce di importanti artisti, come i Public Enemy, storico gruppo Hip Hop americano, sempre attento alle realtà politiche e sociali, il quale inneggia i propri fun durante i concerti a scaricare gratuitamente i loro pezzi e non a comprarli, nel nome della libertà internazionale della musica e dell’arte.
Le voci sono destinate a scontrarsi ripetutamente e a lottare tra di loro per ancora molti anni: troppo denaro infatti circola ancora tra gli artisti e le major di fama mondiale perché si possa trovare un accordo sugli scaricamenti gratuiti di musica e film. La realtà è inevitabilmente di fronte a tutti noi: da quanto tempo qualsiasi di noi non acquista un cd ma scarica in continuazione musica? Da quanto non si compra un dvd ma lo si guarda alla domenica sera fresco di scaricamento? Non si uccide nessuno facendo questo, non si fa del male. Per cercare di spiegare questo fenomeno in una frase lo si può fare con il nome di un recente gruppo su FaceBook “non ruberei mai una macchina, ma la scaricherei se potessi”.

Gina Lollobrigida Fotografa – Damiani Editore

gennaio 8, 2010 by Aelle Robbiani  
Filed under Art, Publishing

GINA LOLLOBRIGIDA

Foto di Gina Lollobrigida
Testi di Philippe Daverio Paolo Limiti

Uscita in Italia Giugno 2009
Pagine 320
Formato 24,5×30,5cm
Illustrazioni 280
Rilegatura Brossura con bandelle
ISBN978-88-6208-113-9

Il libro>>> Gina Lollobrigida, conosciuta per la sua attività artistica come attrice cinematografica internazionale, coltiva da anno l’amore per la pittura, la scultura e la fotografia che la rendono artista completa. Dal 1959, infatti, la diva associa alla professione cinematografica, che le ha regalato una celebrità assolutamente universale, anche un’intensa ricerca nel campo dell’arte fotografica, anch’essa molto apprezzata dal pubblico di tutto il mondo.

Gina Lollobrigida

Gina Lollobrigida

Nel 1973, il suo primo volume, Italia mia, ha ricevuto il premio “Nadar” come miglior libro fotografico dell’anno, con più di 300 mila copie vendute nel mondo.

Gina Lollobrigida Fotografa presenta oltre 300 immagini scelte tra le più rappresentative della sua attività che – attraverso innumerevoli viaggi e straordinari incontri – testimoniano il talento di questa artista nel rappresentare luoghi, vicende umane, contesti storici e antropologici tra i più disparati.

Passando dal Sud del Mondo all’Occidente ricco, dalle più remote popolazioni dell’Asia ai potenti della terra, Gina Lollobrigida rivela una predilezione affettuosa e priva di ideologie verso l’umanità dei semplici, dei deboli e degli afflitti.

India

India

Nel 1999, per l’impegno assolto in diverse organizzazioni umanitarie, è stata nominata pirma Ambasciatrice della FAO.
È stata inoltre vicina all’UNICEF, all’UNESCO, a Medici senza Frontiere, a Madre Teresa di Calcutta, ai bambini della Romania.

Personalità ferrea, viaggiatrice instancabile, vera e propria femme forte della nostra epoca, Gina Lollobrgida presenta in questo libro una rassegna di foto realizzate in più di venti paesi: India, Filippine, Cina, Giappone, Kenya, Cuba, Stati Uniti, e naturalmente – con accento e partecipazione particolari – l’Italia.

Parallelamente alla raffigurazione di luoghi e persone, Gina Lollobrigida ritrae anche personalità celebri del mondo dello spettacolo, della politica, dell’arte e del costume, tra cui Indira Gandhi, Fidel Castro, Henry Kissinger, Maria Callas, Liza Minnelli, Yuri Gagarin, Neil Armstrong, Grace Kelly, Paul Newman, Sean Connery, Audrey Hepburn e tanti altri. La rassegna è completata da alcune tra le più famose composizioni fotografiche dedicate a bambini e animali, raccolte nel volume Magica Inncocenza (1993).

Gina Lollobrigida

Gina Lollobrigida

Gina Lollobrigida ha pubblicato sei libri di fotografia, tre di scultura e ha girato tre documentari: uno dedicato a Fidel Castro (1974), uno a Indira Gandhi (1976) ed uno sulle Filippine in 35 mm della durata di due ore (1976). Nel 1980 le sue foto sono state esposte in una mostra al Musée Carnavalet che le ha valso la “Medaglia d’Oro della Città di Parigi”. L’autorevole Le Monde ha scritto: «Gina Lollobrigida ha l’occhio di un Cartier-Bresson, ha talento, è piena di energia e le foto hanno una forza sconvolgente. È veramente una grande artista». Nel 2007 è la prima in Italia e nel mondo ad essere protagonista di ben quattro francobolli dell’emissione filatelica della Repubblica di San Marino per i suoi ruoli di artista e mito, fotoreporter, scultrice e Ambasciatrice FAO.

Dopo i prestigiosi riconoscimenti internazionali (la “Legion d’Honneur” ricevuta nel 1992 dal Presidente francese François Mitterand per la sua attività di artista e attrice), dopo le grandi esposizioni che hanno celebrato la sua attività di scultrice (Pushkin Museum of Fine Arts di Mosca, 2003; Musée de la Monnaie di Parigi, 2004), dopo la partecipazione all’Open 2003 di Venezia e la recente mostra di sculture a Pietrasanta (2008), il 18 ottobre 2008 a Washington riceve con decisione unanime della fondazione italo-americana NIAF il “Lifetime Achievement Award” come riconoscimento per la sua vita artistica.

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Giacomo Costa – Damiani Editore

gennaio 8, 2010 by Aelle Robbiani  
Filed under Art, Publishing

GIACOMO COSTA

G. Costa

G. Costa

The Chronicles of Time, opere di Giacomo Costa

testi di Luca Beatrice, Norman Foster

lingua, italiano-inglese-tedesco

pagine 256/ illustrazioni 140

dimensioni 28 x 24 cm

rilegatura, cartonato diritti, worldwide

prezzo € 35, £29,99, $45,00 ISBN978-88-6208-079-8

uscita, 15 aprile 2009.

copertina Giacomo Costa

copertina Giacomo Costa

IL LIBRO>>> The Chronicles of Time è il primo libro che documenta la ricerca artistica di Giacomo Costa, seguendo un percorso che ha inizio nel 1996, quando l’artista comincia a rielaborare le sue fotografie di città, paesaggi e architetture utilizzando tecniche digitali. Il risultato è una serie di scenari urbani apocalittici, il cui apparente realismo genera nell’osservatore un effetto straniante.

Nelle serie degli Agglomerati, dei Paesaggi, delle Megalopoli, la città diventa rappresentazione dell’uomo e della sua condizione esistenziale. Il tempo è la variabile che determina la trasformazione ed il cambiamento, espresso soprattutto nelle serie più recenti, Acqua e Secret Gardens, in cui l’acqua e la vegetazione tornano a prendere il sopravvento sulle rovine del mondo costruito dall’uomo. Il volume include un saggio di Luca Beatrice e una prefazione firmata dall’architetto Norman Foster, che possiede alcune opere dell’artista.

G. Costa

G. Costa

L’ARTISTA>>> Giacomo Costa nasce a Firenze nel 1970. Studia violino fino all’età di quattordici anni, successivamente si iscrive al liceo classico che però abbandona per dedicarsi all’attività di motocrossista, alpinista e di meccanico. Tornato nella sua città, negli anni ‘90 il nascente interesse per la fotografia lo spinge ad aprire uno studio fotografico dedicandosi prevalentemente alla ritrattistica.

Nel ‘96 la sua ricerca artistica lo porta a contaminare la fotografia tradizionale con l’utilizzo delle tecnologie digitali. A partire dal 1997 espone in numerose collettive e personali in Italia e all’estero. Nel 2009 è tra gli artisti selezionati ad esporre nella mostra “Collaudi”, a cura di Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice, allestita nel nuovo Padiglione Italia nell’ambito della 53 esima Biennale di Venezia.

http://www.giacomocosta.com

Moolto

gennaio 8, 2010 by Aelle Robbiani  
Filed under Evidence, General, social network

Il Social Network per avatar

Nell’era della comunicazione globale e della condivisione tra gli internauti, second life grazie ad alcune peculiarità che lo contraddistinguono, non ha risentito di ripercussioni negative. L’afflusso massiccio verso i social network da parte di milioni di persone lasciava presupporre infatti un calo delle iscrizioni per il metamondo della Linden Lab. Così non è stato; i social network sono stati invece conquistati anche dai residenti di second life e la dimostrazione sta nel gran numero di profili degli avatar di second life presenti.

Moolto
Moolto

Ma si è andato addirittura oltre vedendo nascere social network esclusivi per gli avatar di second life. Uno su tutti: Moolto. Nato dalla mente di una nostra cara conoscenza, Maxes Loon, Moolto è riuscito a porsi al centro dell’attenzione di migliaia di residenti diventando, concedetemi la metafora, una costola web del metamondo di second life.

Il segreto? Un interfaccia semplice ed accattivante che facilita il contatto tra i residenti di second life ma, soprattutto per i nuovi iscritti nel metamondo, Moolto si pone come un utile punto di riferimento per ricavare informazioni su diverse land, conoscere in anteprima gli eventi e gli appuntamenti più importanti e iniziare ad ampleare il proprio giro di amicizie.

Dopo una semplice registrazione infatti, si accede alla pagina del profilo personale personalizzabile secondo il proprio gusto e attraverso essa si comincia a condividere idee, esperienze, foto, video e, cosa da non sottovalutare, restare in contatto con la propria seconda vita anche quando non è possibile accedere alla piattaforma della linden lab.

Moolto
Moolto

Capita spesso infatti, sia per inconvenienti tecnici o per problemi legati alla propria real life, di non poter loggare il proprio avatar; con un semplice click del mouse, grazie a Moolto, si rimane in contatto con gli amici, si può lasciar loro un messaggio o conversare in tempo reale attraverso la chat pubblica e privata.
Una mini second life formato web per comunicare, condividere e restare sempre on.

http://moolto.ning.com/

Tenerife Design Festival

gennaio 8, 2010 by Aelle Robbiani  
Filed under Contest, Events, General

TDF 2009

Oltre 6000 persone hanno preso parte ala prima edizione del Tenerife Design Festival.
Il Tenerife Design Festival (TDF) ha concluso la sua prima edizione il 25 Ottobre, con la partecipazione di oltre 600 persone tra professionisti, studenti, dirigenti d’impresa e il pubblico in generale.
Durante l’evento i partecipanti potevano prendere parte ai gruppi di lavoro, simposi, mostre e altre attività, durante l’evento che si è tenuto dal 19 al 25 Ottobre a Santa Cruz di Tenerife.

TDF
TDF

Il TDF è proposto da CTND NoQuietDesign con l’obiettivo di creare dei contatti tra le tendenze del design internazionale e le risorse locali, l’ innovazione e la creatività generando così una consapevolezza globale che contribuirà a considerare il design come uno strumento per cambiare ed essere una forza trainante dell’economia.
Il TDF ha avuto il sostegno del Governo Regionale delle Canarie, attraverso il programma Septenio ed il Cabildo di Tenerife (il governo dell’isola), grazie alla sua economia e concorrenza, il turismo, la cultura e aree di sviluppo economico, oltre ad avere la collaborazione del Consiglio della città di Santa Curz di Tenerife.
Il Festival propone progetti in modo dinamico, attraverso cinque aree interconnesse: TDFLab, TDFSolution, TDFATmósfera, TDFSigno and TDFAward.
Queste aree tematiche compongono un programma che prevede la cooperazione e la sperimentazione, conferenze, mostre, concorsi, interventi urbani, etc… e con la partecipazione di prestigiosi designer nazionali e internazionali e creatori.
All’interno della struttura del TDF Lab, Walking Chair, América Sánchez, Gràffica, Roberto Feo (El Último Grito) e Albert Folch hanno tenuto una serie di laboratori per studenti e professionisti.
TDF Solution introduce un simposio sulla “Redditività del Design”, gestito da Xènia Viladàs, Pierluigi Cattermole e Renate Schepen, così come la lezione tenuta dal Martín de Azúa, “Nature + Tourism + Local Identity”
Inoltre all’interno di quest’area, i Campana Brothers, che sono i rappresentanti principali del festival, hanno tenuto un simposio sul “Design e la produzione locale”, nel quale spiegavano il loro percorso di lavoro, che si basa sul processo artigianale e naturale di materie primarie del loro paese natale: Il Brasile.
All’interno del TDF Atmósfera, il duo Viennese, Walking Chair, ha offerto una vasta retrospettiva del loro lavoro nel Circolo di Belle Arti, al quale hanno partecipato 750 persone, e vari autori delle Canarie hanno messo i loro lavori assieme nell’esposizione collettiva “Disleño”.

TDF
TDF

TDF Atmósfera ha anche portato il pubblico più vicino al design Olandese con la mostra “Binnen Buiten/ Make the street your home”, il quale nel Recova dal 6 al 29 Ottobre ha ricevuto circa 1800 visite.
Delfina Morán, curatore dell’esibizione, ha spiegato durante l’inaugurazione quale fosse lo scopo principale della mostra è stata molto vicino alla filosofia del festival nel suo insieme:
“Esso è rivolto a tutte le sezioni del pubblico in generale e con questo voglio dire le persone che non sono connessi alla progettazione, designer di professione, ecc, ma siamo particolarmente interessati al cittadino comune, che sa poco di design, ma utilizza costantemente. “
Inoltre, all’interno di questa area, i “Flying Grass Carpet” sbarcati a Santa Cruz il 18 Ottobre, che offre un spazio per il tempo libero e divertimento durante tutto il festival, oltre ad essere il palcoscenico per altre attività, come il Pecha Kucha night. Vol. 2, o la cerimonia di premiazione per TDFAward.
TDF Signo è stato un progetto sperimentale di cooperazione tra designer locali, nazionali ed internazionali e rappresentanti del mondo dell’industria e artigiani/e. Si tratta di un esempio tangibile di scambio tra i locali e gli esterni, ed è intrinsecamente connessa agli obiettivi del festival.
Per tre mesi, nove designer hanno lavorato con maestri artigiani/e e industrie locali per creare una struttura dalla conoscenza, metodologia e le esperienze di ognuno di loro.

Questi scambi hanno generato nuovi prodotti, i quali condividono due caratteristiche: includono valori dell’identità delle Canarie ( attraverso materiali, tecniche artigianali o la tipologia dell’oggetto stesso) e sono destinate ad essere integrati nel settore del turismo dell’isola e allo stesso tempo, promuovere il progetto internazionale della cultura delle Canarie. I risultati sono stati veramente sorprendenti: quattro varianti della tradizionale “timple” delle Canarie – chitarra (Víctor Viñas and Francisco Fariña); una sedia scolpita ispirata dal paesaggio delle Teide (Harry & Camila e Esculturas Bronzo); un arredamento urbano che unisce in un elemento: una sedia, un vaso di fiori e una fontana (Martín Azúa + Julca); un souvenir basato sulla patata di Tenerife (Héctor Serrano); una panchina urbana che combina tecniche di tessitura con il palmo dela mano in cemento (Héctor Serrano, Beatriz Fernández Sánchez e Esculturas Bronzo), alcuni pannelli divisori fatti in canna impostato su una roccia vulcanica (CTND + Guama Arico).
La mostra dei progetti sviluppati in TDFSigno è stata inaugurata il 21 Ottobre, così come la presentazione di un video che contiene immagini del “Making Of” questa area del Festival che mostra le sinergie generate alla perfezione.
(http:/www.zaunka.com/tdf-signo/).
Infine, TDFaward, l’area del festival dedicata alle gare di design, ha conferito un premio a Javier Sicilia e Aranzazu Sarmiento, “Tenerife: Paradisum 1.0.”, una guida su come sfruttare e godere il potenziale delle zone costiere.

www.tenerifedesignfestival.com/en

TDF
TDF

Linden Prize

gennaio 8, 2010 by Aelle Robbiani  
Filed under Contest, General

Linden Prize Contest

Linden Prize

Linden Prize

La Linden assegnerà un premio di $ 10,000 USD al residente o squadra di Second Life per un progetto innovativo inworld che possa migliora il modo di lavorare, apprendere e comunicare nella vita quotidiana al di fuori del mondo virtuale. Questo premio annuale è destinato ad allinearsi con la missione della società Linden Lab, che è quello di collegare tutte le persone in un mondo online che possa progredire la condizione dell’essere umano. Molti progetti all’interno di Second Life hanno già migliorato e cambiato la vita di centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, e la società vuole quindi riconoscere un premio per la migliore realizzazione presentata dagli utenti.
Le richieste di adesione dovranno essere presentatate entro e non oltre 15 gennaio 2010.
Il vincitore e i finalisti saranno invece annunciati entro il 31 maggio 2010.

http://lindenlab.com/lindenprize
Linden Prize

Linden Prize

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