Tenerife Design Festival

gennaio 8, 2010 by Aelle Robbiani  
Filed under Contest, Events, General

TDF 2009

Oltre 6000 persone hanno preso parte ala prima edizione del Tenerife Design Festival.
Il Tenerife Design Festival (TDF) ha concluso la sua prima edizione il 25 Ottobre, con la partecipazione di oltre 600 persone tra professionisti, studenti, dirigenti d’impresa e il pubblico in generale.
Durante l’evento i partecipanti potevano prendere parte ai gruppi di lavoro, simposi, mostre e altre attività, durante l’evento che si è tenuto dal 19 al 25 Ottobre a Santa Cruz di Tenerife.

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Il TDF è proposto da CTND NoQuietDesign con l’obiettivo di creare dei contatti tra le tendenze del design internazionale e le risorse locali, l’ innovazione e la creatività generando così una consapevolezza globale che contribuirà a considerare il design come uno strumento per cambiare ed essere una forza trainante dell’economia.
Il TDF ha avuto il sostegno del Governo Regionale delle Canarie, attraverso il programma Septenio ed il Cabildo di Tenerife (il governo dell’isola), grazie alla sua economia e concorrenza, il turismo, la cultura e aree di sviluppo economico, oltre ad avere la collaborazione del Consiglio della città di Santa Curz di Tenerife.
Il Festival propone progetti in modo dinamico, attraverso cinque aree interconnesse: TDFLab, TDFSolution, TDFATmósfera, TDFSigno and TDFAward.
Queste aree tematiche compongono un programma che prevede la cooperazione e la sperimentazione, conferenze, mostre, concorsi, interventi urbani, etc… e con la partecipazione di prestigiosi designer nazionali e internazionali e creatori.
All’interno della struttura del TDF Lab, Walking Chair, América Sánchez, Gràffica, Roberto Feo (El Último Grito) e Albert Folch hanno tenuto una serie di laboratori per studenti e professionisti.
TDF Solution introduce un simposio sulla “Redditività del Design”, gestito da Xènia Viladàs, Pierluigi Cattermole e Renate Schepen, così come la lezione tenuta dal Martín de Azúa, “Nature + Tourism + Local Identity”
Inoltre all’interno di quest’area, i Campana Brothers, che sono i rappresentanti principali del festival, hanno tenuto un simposio sul “Design e la produzione locale”, nel quale spiegavano il loro percorso di lavoro, che si basa sul processo artigianale e naturale di materie primarie del loro paese natale: Il Brasile.
All’interno del TDF Atmósfera, il duo Viennese, Walking Chair, ha offerto una vasta retrospettiva del loro lavoro nel Circolo di Belle Arti, al quale hanno partecipato 750 persone, e vari autori delle Canarie hanno messo i loro lavori assieme nell’esposizione collettiva “Disleño”.

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TDF Atmósfera ha anche portato il pubblico più vicino al design Olandese con la mostra “Binnen Buiten/ Make the street your home”, il quale nel Recova dal 6 al 29 Ottobre ha ricevuto circa 1800 visite.
Delfina Morán, curatore dell’esibizione, ha spiegato durante l’inaugurazione quale fosse lo scopo principale della mostra è stata molto vicino alla filosofia del festival nel suo insieme:
“Esso è rivolto a tutte le sezioni del pubblico in generale e con questo voglio dire le persone che non sono connessi alla progettazione, designer di professione, ecc, ma siamo particolarmente interessati al cittadino comune, che sa poco di design, ma utilizza costantemente. “
Inoltre, all’interno di questa area, i “Flying Grass Carpet” sbarcati a Santa Cruz il 18 Ottobre, che offre un spazio per il tempo libero e divertimento durante tutto il festival, oltre ad essere il palcoscenico per altre attività, come il Pecha Kucha night. Vol. 2, o la cerimonia di premiazione per TDFAward.
TDF Signo è stato un progetto sperimentale di cooperazione tra designer locali, nazionali ed internazionali e rappresentanti del mondo dell’industria e artigiani/e. Si tratta di un esempio tangibile di scambio tra i locali e gli esterni, ed è intrinsecamente connessa agli obiettivi del festival.
Per tre mesi, nove designer hanno lavorato con maestri artigiani/e e industrie locali per creare una struttura dalla conoscenza, metodologia e le esperienze di ognuno di loro.

Questi scambi hanno generato nuovi prodotti, i quali condividono due caratteristiche: includono valori dell’identità delle Canarie ( attraverso materiali, tecniche artigianali o la tipologia dell’oggetto stesso) e sono destinate ad essere integrati nel settore del turismo dell’isola e allo stesso tempo, promuovere il progetto internazionale della cultura delle Canarie. I risultati sono stati veramente sorprendenti: quattro varianti della tradizionale “timple” delle Canarie – chitarra (Víctor Viñas and Francisco Fariña); una sedia scolpita ispirata dal paesaggio delle Teide (Harry & Camila e Esculturas Bronzo); un arredamento urbano che unisce in un elemento: una sedia, un vaso di fiori e una fontana (Martín Azúa + Julca); un souvenir basato sulla patata di Tenerife (Héctor Serrano); una panchina urbana che combina tecniche di tessitura con il palmo dela mano in cemento (Héctor Serrano, Beatriz Fernández Sánchez e Esculturas Bronzo), alcuni pannelli divisori fatti in canna impostato su una roccia vulcanica (CTND + Guama Arico).
La mostra dei progetti sviluppati in TDFSigno è stata inaugurata il 21 Ottobre, così come la presentazione di un video che contiene immagini del “Making Of” questa area del Festival che mostra le sinergie generate alla perfezione.
(http:/www.zaunka.com/tdf-signo/).
Infine, TDFaward, l’area del festival dedicata alle gare di design, ha conferito un premio a Javier Sicilia e Aranzazu Sarmiento, “Tenerife: Paradisum 1.0.”, una guida su come sfruttare e godere il potenziale delle zone costiere.

www.tenerifedesignfestival.com/en

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Swap Party

gennaio 8, 2010 by Aelle Robbiani  
Filed under Events, Evidence, Fashion, General

Swap is trendy

Being trendy and save money, follow the dress fashions of the moment without blowing your salary, a practice in vogue for many years. The subterfuges adopted to dress up with the latest market trends are many, starting with the reuse of old style back in fashion clothes and buried in the closet of mothers, aunts and sisters, until the amendments do it yourself with scissors, needle and threads the most creative and enterprising.

Wound, however, the result is certainly not what I expected, so some of the most brilliant minds who created this world and talks about the female mind, have thought but why not broaden the horizons of commerce DIY and involve friends and friends of friends in search of the cool look?

Swap Party

Swap Party

The result is a bit ‘to save and a little’ to have fun and spend a pleasant few hours, the latest trends from overseas: swapping or, in layman, barter. The oldest form of commerce of the human back in vogue as it evolves into party time, involving thousands of people and earning lots of fashion addicted.

Appointment? Just choose a date and invite all the friends / friends to take tea or an aperitif, either in house or in a public place, no matter, the only imperative is: to bring clothes, jewelry, shoes, accessories, handbags, necklaces belts, now no longer used them for barter.

For several months this new way of shopping has landed in Italy, naturally attracting mainly female audience who, hopping here and there among the various swap party, try to get rid of incorrect or purchase of accessories now in disuse, with the hope to barter for them with something more useful and in keeping with the refined style, taking home perhaps, some good business.

Swap Party a Bologna

Swap Party a Bologna

The swapping phenomenon has grown so much in Italy in recent months, to have even a club dedicated Swapping Club Italy (http://www.swapclub.it), founded by Tamara Nocco and Francesca Caprioli.

Swap Party

Swap Party

The club collects events, appointments and information on the swap party Italians but mainly acts as a reference point for all the swapper from our own, in the organization of party dedicated in various Italian cities. The first editions nationally held in Bologna and Rome, Italy and coordinated by the Swap Club, have raised a significant degree of public enough to convince other groups of swappers in other cities, especially central and northern Italy, to organize their party.

In fact, program swap party in Milan, Turin, Florence and many other cities.

Short swapping can continuously renew their wardrobe in a nice, teach sharing and, above all, without spending money.

Indipendent Games Festival

gennaio 8, 2010 by Matteo Bergami  
Filed under Events, General

La nuova realtà del divertimento


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Indipendent Games Festival

In un mondo web dove le parole Open Source e Shareware sono all’ordine del giorno, anche il vasto ambiente dei videogiochi non può esserne al di fuori. L’industria del videogioco registra ogni anno centinaia di milioni di euro, pubblicità e promozioni dei giochi sono ormai su tutti i maggiori mezzi di comunicazione, in questo settore non vi è età che non sia colpita dalla febbre del videogioco e la lotta delle console è combattuta ogni giorno e ad ogni occasione.
In questo mercato un oligopolio di imprese detiene la quasi totalità delle quote. Aziende come Microsoft, Nintendo, Ubisoft o Sony, solo per dirle alcune, si contendono un mercato ricchissimo, dove la vera battaglia è spesso combattuta su pochi e famosissimi titoli, come la sfida che si rinnova annualmente tra Pro Evolution Soccer (o PES come gli appassionati lo chiamano) e FIFA.

In questo mondo, dove sembrano necessari investimenti altissimi e un vasto team di esperti di settore, analisti marketing e programmatori, una nuova realtà comincia a farsi strada e a venire a conoscenza degli utenti: i videogiochi indipendenti.

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Indipendent Games Festival

Vi sono case produttrici di videogiochi sparse per tutto il mondo che, invece di puntare al grande pubblico o riproporre in continuazione soliti grandi titoli rispolverati ogni anno, puntano sul design, sull’innovazione della stessa idea di videogioco, sulla storia e sull’immedesimazione dell’utente con il prodotto video ludico. L’Indipendent Games Festival, partito dai sottoscala degli studenti di informatica e dagli scantinati affollati delle università, giunto ormai alla dodicesima edizione, vede sfidarsi partecipanti provenienti da tutto il mondo in categorie come eccellenza nelle arti visive, grafica, suono, concept idea del videogioco e innovazione. Da questo festival, la cui pagina è consultabile al sito www.igf.com, sono usciti nuovi nomi dell’industria di settore che, grazie alla possibilità di fare scaricare dagli utenti direttamente il loro prodotto dalla rete, hanno saltato la filiera distributiva che rendeva possibile essere visibili solo alle major.
Tutto questo senza aver preso in considerazione l’universo dei così detti videogiochi in flash, realtà ludiche giocabili esclusivamente in rete attraverso il programma Flash Player. Il giocatore non deve scaricare nulla, basta aprire la pagina web dedicata al gioco ed è subito possibile immergersi nell’esperienza.

Alcuni portali, come www.armorgames.com, hanno fatto di questo la loro mission aziendale e ne producono a centinaia, grazie alle collaborazioni che arrivano da tutto il globo.

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Indipendent Games Festival

Anche i social network hanno avuto un importante ruolo nel fare emergere queste realtà, la possibilità di collegarsi direttamente con i giochi al loro interno e di sfidare i propri amici, ha reso popolarissimi molti giochi che sono ormai conosciuti da tutti coloro che frequentano i network. In questo modo nomi come Amanita Design o PopCap, la prima un’agenzia grafica Ceca e la seconda americana, si sono fatti strada in mondo dominato da major agguerrite e ricchissime, capaci di spendere milioni per lo sviluppo e il test di un videogioco. Questa lotta di Davide contro Golia non si combatte ovviamente sullo stesso campo di battaglia, non è intenzione delle piccole agenzie battere i giganti della violudica mondiale in termini di incassi. Le intenzioni sono quelle di creare prodotti di qualità con poche possibilità, spesso a partire da semplici per√ò allo stesso tempo rivoluzionarie idee, che scioccano l’utente alla prima partita e lo fanno restare incollato allo schermo.

Bread & Butter – Fashion from Barcellona

febbraio 17, 2009 by Matteo Bergami  
Filed under Events, Evidence, Fashion

Bread&ButterDal 21 al 23 Gennaio 2009 si è svolta presso il capoluogo catalano l’ottava e ultima edizione del Bread & Butter, una delle fiere di moda casual e urban più importante del mondo. L’esposizione, totalmente all’insegna dell’internazionalità ha fatto onore al proprio nome ospitando 800 marche e quasi 80000 visitatori provenienti da oltre 100 paesi. I dati hanno confermato l’importanza di Bread & Butter nel settore e il ruolo di piattaforma di comunicazione per le imprese, i marchi, i disegnatori e i distributori in ambito Denim, Sportswear, Street Fashion, Function Wear e Casual Dressed Up. Ogni anno migliaia di persone visitano la fiera alla ricerca degli ultimi esperimenti e tendenze del mondo della passerella. In realtà la fiera è originaria di Berlino ma da alcuni anni si svolge a Barcellona, dovuto al successi che ottenne la prima edizione, da quel momento il suo successo è stato in continua crescita.

L’inventore e presidente di Bread & Butter, Karl-Heinz Müller, ha sostenuto che: “Grazie al nostro Active Guest Management abbiamo un controllo preciso e globale della struttura dei nostri visitatori. Tutte le principali ditte commerciali internazionali erano presenti. La qualità dei visitatori è stata la migliore di sempre. La nostra community è una base stabile e solida, che resterà al nostro fianco se rispondiamo correttamente alle esigenze del tempo. E il nostro impegno in tal senso sarà sempre ai massimi livelli”.

Il Bread & Butter, oltre allo streetwear, ospita anche arte, musica, e indirizza l’industria verso le nuove tendenze. BBBarcellona si distingue per la grande attenzione ai particolari, all’estetica generale e alla selezione di fornitori, stilisti, progettisti ed espositori.

La fiera di Barcellona è stata come sempre la passerella mondiale delle tendenze giovanili, nella rassegna, si è potuto toccare innovazione e novità per questo si tratta di un evento centrale di comunicazione e marketing specializzato nella moda contemporanea, di riferimento per moltissimi brand emergenti e ormai consolidati.

Oltre al rinnovato portafoglio di espositori, tra cui le principali marche del panorama internazionale, BBBarcellona ha offerto ai propri visitatori una serie di veri e propri eventi esclusivi.

La leggenda del tattoo e vintage Christian Audigier ha dominato l’Avenida di circa 1000 m², anche Wrangler ha nuovamente conquistato BBBarcelona con una straordinaria prestazione del marchio nel Luna Park, dove si è concretizzato lo spirito Wrangler in forma live in uno spettacolare show di moto su parete rigida.

Nella Sport & Street Area del livello 3 si è tenuto per la prima volta il BREAD & BUTTER Flea Market: streetwear-store internazionali, come Azita (Francoforte), Caliroots (Stoccolma), Index Book (Barcellona), Limiteditions (Barcellona), Reed Space (New York), Slam Jam x Chikashitsu (Barcellona), Solebox (Berlino) e Wood Wood (Berlino/Copenhagen) hanno messo in vendita “special collaboration item”, veri e propri tesori provenienti dal loro fondo personale e pezzi da collezione dell’inverno 08.

In questo modo non soltanto è stata offerta a tutti i visitatori di BBB un’esperienza di shopping davvero speciale, ma per la prima volta anche i dettaglianti hanno usufruito di una propria piattaforma di presentazione e vendita nell’ambito specifico di BREAD & BUTTER.

In quelle trine morbide

febbraio 6, 2009 by Aelle Robbiani  
Filed under Events, Evidence

In quelle trine morbideMartedì 10 febbraio alle 17.00 il Museo Napoleonico ospiterà la proiezione del video clip che racconta il viaggio in Second Life della mostra “In quelle trine morbide”

Seguirà un dibattito con:

Umberto Croppi, Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma

 

Umberto Broccoli, Sovraintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma

Arnaldo Caprai, collezionista

Marina Bellini, responsabile del progetto Musei in Comune 2.0

 

L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra l’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, la Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, Zètema Progetto Cultura e Fondazione Valore Italia e include nel suo processo di comunicazione anche la condivisione di informazioni e materiali su questo blog e la possibilità di scaricare foto e video dei musei su youtube e flickr.

I 50 anni di LEGO

gennaio 13, 2009 by Aelle Robbiani  
Filed under Events, General

legoNel 2008 il mattoncino più famoso di tutti i tempi festeggia il 50° compleanno. Ed è un’autentica invasione del gioco in tutti i campi, dall’arte al web, dal design alla moda, allo spettacolo.. in un’esplosione di fantasia e creatività. La Lego, per festeggiare, ha lanciato sul mercato la collezione ToyTastic, vips e celebrities in forma “plastica”: dai Beckham a Madonna, da Brad, Angelina e i gemelli a Batman, Harry Potter e Indiana Jones (nella foto, i coniugi Pitt), tra i più famosi componenti del fashion system in formato Lego.Ma Lego significa anche arte: i Little Artists sono gli autori di Art Craziest Nation, riproduzioni con i blocchi di lego di operei famose in tutto il mondo. Il duo creativo John Cake and Darren Neave curano e costruiscono la loro personale “mini mostra” di arte moderna, e trasformandosi in personaggi dei cartoni animati, vivono nel regno della merce dove l’artediviene un prodotto. Il loro commento in merito? “Ci domandiamo cosa significhi essere artisti in questo clima culturale in cui i brands hanno il potere”. Il Lego continua così il suo percorso, passando dall’arte alla moda, con la nuova collezione dello stilista francese Jean- Charles de Castelbajac, che ha pensato bene di far sfilare in passerella di abiti e accessori coloratissimi ed originali ispirati ai mattoncini; e con l’originale serie di naifjewelry firmata dalla designer Jacqueline Sanchez: collane, orecchini, anelli, bracciali realizzati con i magici cubetti e piccoli dimanti. Ma non è finita: il poliedrico Lego irrompe anche nel campo della “street-architecture”: prima a Bocchignano, vicino a Roma, dove l‘artista Jan Vormann ha riparato le crepe nei muri degli edifici usando le costruzioni lego, in occasione della rassegna d’arte contemporanea 20 Eventi, e regalando un tocco sorprendente a muri e strade; poi davanti al municipio di Vienna, dove tremila bambini hanno costruito una torre utilizzando 500mila pezzi di Lego e creando una scultura davvero unica al mondo, raggiungendo un record da Guinness dei Primati. E nell’home design? Kreaton (prodotta da Nttdesign, designer Sergio Nava) è la prima lampada/oggetto modulabile, da creare secondo il proprio gusto e creatività. Qui la vediamo costruita nella versione “Love”, ma ci si può sbizarrire a piacere, utilizzando i mattoncini in dotazione e dando libero sfogo alla fantasia.
www.jacquelinesanchez.com
www.kreaton.it
www.littleartist.co.uk

Hub Creativo: users community generated architecture

gennaio 7, 2009 by Aelle Robbiani  
Filed under Events, Evidence

 

logo-2lifecast14Prosegue il progetto Hub Creativo, promosso da: Milano Metropoli, Provincia di Milano. Sostenuto da 2LIifeCast per CrossCreative.
La prima tappa, l’8 gennaio 2009 a è WDT-Planet
(http://slurl.com/secondlife/WDT%20Planet/80/156/33) alle ore 22.00 CEST , una sim madre a cui si uniscono SaliMar, Vstex e DapRaf Creation, a formare un arcipelago di Isole comunicanti via mare, armoniche ed unite. Nate senza motivazioni commerciali o affaristiche, stanno diventando punto di aggregazione naturale e di scambio creativo ed artistico.
L’ospite che ci accoglie è Mila Tatham, progettista e builder. Con Rodroguez Imako ha fondato Solidea/ Builders in Second Life
In questo appuntamento raccoglieremo da ciascuno degli intervenuti delle proposte di disposizione generale degli spazi secondo le funzioni e secondo i suggerimenti raccolti dal blog.
Ricordiamo che la partecipazione è sempre aperta! seguite il calendario e la roadmap per sapere dove siamo e per intervenire.
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Si è svolto lunedì 22 dicembre scorso il primo incontro con il progetto Hub Creativo. un momento interessante dove si sono messe le basi per i prossimi incontri. Il progetto è stato presentato ai builder in un dibattito che ha sollevato tante questioni, tutte molto importanti e stimolanti. 
‘Progetta il tuo Hub Creativo’ non è un contest: va oltre le modalita’ del ‘concorso’ ( che vede premiata la creatività del builder migliore ) e si organizza per essere un vero e proprio ‘workshop’ il cui obiettivo e’ affrontare nuovi modi di collaborare in Second Life nel processo di progettazione di una architettura. 
Nelle sessioni di questo laboratorio getteremo le basi di un metodo di progettazione partecipata, utilizzando il mondo digitale come ambiente per coinvolgere cittadino, pubbliche amministrazioni, enti e community nella condivisione dei processi di gestione del territorio, con l’esplicita intenzione di portare le attivita’ inworld a integrarsi nella economia di gestione RL. Second Life insomma che possa essere uno strumento per generare un ‘marketplace’ del progetto in cui le simulazioni dell’architettura sono ‘praticabili’, e ‘visitabili’ in tempo reale e dunque anche ‘acquistabili’ come soluzioni vincenti. 
Ovviamente si tratta di un corso di sperimentazione!.. Sin da subito affrontiamo temi molto importanti: uno fra tutti il tema della governance di creativi e cittadini: che valore hanno le indicazioni e le proposte nel modificare le scelte di una amministrazione? Oppure anche il tema del ‘circuito’ Blog/Community + Second Life : è esso sufficiente per generare progetti consistenti? 
Il progetto è ancora in itinere, benchè sia delineato il suo obbiettivo, la strada per raggiungerlo avrà molte variazioni. 
Invitiamo tutti i builder, gli architetti e tutti i digital citizens dei mondi virtuali interessati alla ricerca di strumenti produttivi innovativi a partecipare: ci sarà sempre bisogno di voci e di esperienze nuove. 
‘HUB CREATIVO’ e’ un Progetto promosso da Milano Metropoli agenzia del territorio (http://www.milanomet.it/), la Provincia di Milano, sostenuto da 2Iifecast per CrossCreative (http://www.crosscreative.org/gioco/memberlist.php). 
In allegato qui (http://idisk.mac.com/sennett/Public/download/box.zip) trovi: 
1 il documento del progetto con il calendario e la Roadmap 
2 il documento delle specifiche delle destinazioni d’uso dell’hub e la relativa area 
3 testo notecard per la prima tappa 
4 i logo per l’allestimento. 
per ulteriori informazioni 
mandate un IM a: : Vive Voom, Stex Auer, Core Tatham 
inviate una mail a staff@2lifecast.com

Concept Car

dicembre 23, 2008 by Aelle Robbiani  
Filed under Events, Evidence, General

motorshow08La realtà virtuale è da tempo parte integrante nello sviluppo dei prototipi automobilistici, basti pensare al fatto che la maggior parte dei difetti riscontrati nei nuovi modelli delle vetture della Formula 1 vengono individuati durante le simulazioni di gara realizzate in ambiente 3D. Second Life non ha certo la piattaforma virtuale adatta a questo tipo di sviluppo, ma essendo una comunità ricca di creativi e designers non ci sarebbe da stupirsi se in un futuro molto prossimo lo sviluppo di alcune concept car partisse proprio dal metamondo di Second Life. Per chi non lo sapesse per “concept car” si intende un prototipo di autovettura, realizzato sulla base di un tema specifico, destinato a definire un nuovo concetto di utilizzo o un limite raggiungibile dalla tecnica nell’epoca in cui esso viene costruito, spesso senza tenere conto dei vincoli imposti dagli standard produttivi. Normalmente i “concetti” in funzione dei quali vengono sviluppate le concept car sono di tipo funzionale, come la sicurezza, i consumi, l’ergonomia, l’aerodinamica o il tipo d’impiego ed esse vengono realizzate come prefiguratrici per nuovi modelli o per mostrare soluzioni di design o tecnologie avanzate che verranno adottate nella futura produzione della casa costruttrice. Per questo motivo siamo stati al Motor Show di Bologna per valutare le nuove mode del momento e confrontarle con le idee provenienti dal metamondo di Second Life.

SLCamp2008

dicembre 23, 2008 by Aelle Robbiani  
Filed under Events

Occasione ghiotta a cui non potevamo assolutamente mancare. Il SLCamp 2008, che si è svolto il 25 ottobre a Firenze, all’interno del Festival della Creatività, è stata un’ottima occasione “doppia”, vista la concomitante mostra su Second Life “De Avatar Dignitate” tenutasi in quei giorni presso il Museo di Antropologia di Firenze. Dobbiamo essere sinceri, ci aspettavamo molto, ma davvero molto di più, soprattutto dalla mostra De Avatar Dignitate progettata da Mario Gerosa (e non ce ne voglia Mario Gerosa!)che invece ci è sembrata superficiale sia nell’organizzazione che nella realizzazione. Stesso discorso per lo stand all’interno del Festival della Creatività, che almeno aveva il merito di presentare qualche minima attinenza con Second Life. SLCamp2008, organizzato da Fabrizio Pivari, con tema “Second Life è morto?” , è stato sicuramente più interessante sotto diversi aspetti: un’ importante occasione per mostrare come, attraverso alcuni progetti, Second Life possa essere un ottimo trampolino di lancio, una piattaforma di sperimentazione per molti artisti, operanti soprattutto nelle arti visive e digitali; e di come la realtà virtuale possa dare l’opportunità a chiunque di esprimere la propria arte, situazione difficilmente realizzabile, causa i costi elevati, nella real life. Second Life come punto di partenza per emergere anche nella real life, per esprimere qualcosa, comunicare un messaggio. E il “comunicare attraverso Second Life” è stato certamente l’argoemto di discussione più interessante della giornata. La campagna promossa da Alice Mastroianni e dal suo team per la CBM ITALIA ONLUS in Second Life è un esempio di come il mezzo virtuale possa essere utilizzato per raggiungere migliaia di utenti in modo serio, organizzato ed efficiente. Naturalmente, l’incontro è stato utile anche per mettere a confronto le idee e le considerazioni di alcuni protagonisti del panorama italiano di Second Life; sfociando a fine giornata in un interessante dibattito sulle modalità di utilizzo di questa piattaforma virtuale, di come venga vissuta e vista all’esterno. Ci sarebbe piaciuta sicuramente un’ affluenza più numerosa e questo non solo per poter conoscere altri pensieri, spunti ed ispirazioni creative, ma per affermare, senza dubbio alcuno, che Second Life è viva, attiva e ricca di sorprese. In attesa di dare risposte certe a questi dubbi amletici, vogliamo porre un accento su quello che invece ci ha trasmesso davvero SLCamp2008: l’incontro con alcune persone piene di entusiasmo, che possiamo annoverare con piacere tra i nostri amici, come Dap Ho della daPRaf Creations, Alice Mastroianni del Wonderful Dream Team, Micalita Writer, Mila Tatham, Rodroguez Imako, Gigi Roffo, e tutti coloro con cui abbiamo trascorso un favoloso weekend. Speriamo di ripetere al più presto un’esperienza simile, magari la prossima estate per un SLCamp2009 Beach!

BASQUIAT – E i fantasmi da scacciare

dicembre 23, 2008 by Aelle Robbiani  
Filed under Art, Events, Evidence

A Roma, la retrospettiva che omaggia con opere e foto inedite l’artista americano.

Erano tanti i fantasmi che aveva da scacciare Jean-Michel. Il titolo della mostra a Palazzo Ruspoli a Roma, che riprende quello di una serie di quadri di Basquiat, inquadra immediatamente questo personaggio che è stato uomo per poco ma rimarrà artista per sempre.

Cresciuto a NYC, morto a 27 anni per overdose di eroina, all’età di 7 viene investito da un’auto e durante la convalescenza si appassiona all’Anatomia di Gray, il manuale di anatomia più famoso del mondo.

La Fondazione Memmo presenta più di 50 opere (alcune inedite) incentrate sulla visione frammentata che Basquiat aveva del corpo umano e della complessità dell’uomo stesso. Visione che include una serie di tematiche fortemente rivelatrici di Basquiat, come l’ambiente urbano che ha vissuto così intensamente – il modus operandi stesso dell’artista, il “graffitismo”, ne è testimone – le sue origini afro-caraibiche, le paure e insicurezze di musicista e pittore. Non c’è relazione fra gli oggetti ripetuti ossessivamente: scheletri, arti sparsi, auto, grattacieli, giocattoli, eroi neri, scritte, la corona (simbolo di autoaffermazione). Si legge un mondo dilaniato nei segni da lui tracciati, incoerenti ma al tempo stesso prove evidenti di un’innocenza perduta, rappresentazione primitiva e rituale del suo mondo, fatto di delirio ed emarginazione.

Michael Halsband, autore delle 5 foto inedite in mostra e suo amico, sostiene che la droga e l’alcool siano stati palliativi per la frustrazione di “un negro in questo mondo”, usando le parole di Basquiat. Anche la sua arte, quindi, appare come una sorta di catarsi, per scacciare i fantasmi di una vita vissuta fra droghe e razzismo.

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