Music Italy Show 2010

maggio 27, 2010 by Matteo Cassanelli  
Filed under Events, Evidence, Music

Music Italy

Abbiamo deciso di visitare e presentarvi un reportage presso il Music Italy Show, la fiera nazionale dedicata allo strumento musicale, svoltasi a Bologna dal 15 al 17 Maggio. Abbiamo visitato i suoi stand cercato di cogliere la sua vera essenza: realtà economica e culturale da una parte, sogno e spettacolo dall’altra. Dopo l’ingresso a Music Italy ci si ritrova già immersi in un mare di suoni e musica. L’impatto è notevole. Ogni stand ha il suo personale musicista come prova e test per ogni strumento presente. Una massa indistinta di note dà il benvenuto al visitatore, con il suo mix di musica e tamburi. Lo stand delle batterie Ludwig saluta dall’alto chiunque entri con le sue batterie allucinogene mentre uno sciame di appassionati, metallari, professionisti del suono e musicisti più o meno famosi non vi lascia nemmeno il tempo di apprezzare il distinto bassista che suona nel suo palchetto rialzato.

Bene, tempo di girare e farsi un’idea di questa prima edizione del “Salone italiano dedicato a strumenti ed edizioni musicali”. So già dove andare: stand Dean e lo spettacolo delle chitarre Dime. Impossibile provarle, nemmeno il tesserino stampa permette di toccare questi capolavori. Nonostante gli appassionati spesso e giustamente si rifugino verso strumenti più vintage schifando questi colori, non riesco a non apprezzare la bellezza del design unico e le grafiche che la casa americana ha usato. Ok, lasciamo stare, verso lo stand Ibanez e il Mogar Rock Cafè. I ragazzi dell’Ibanez sanno come attirare gente in questo posto. Hanno costruito l’unica cosa a cui un appassionato di musica non può resistere: un bar. Lo stand dell’Ibanez è un vero e proprio locale al chiuso con tanto di soffitto. Le pareti sono tappezzate di tutti gli articoli della casa di produzione: chitarre, bassi amplificatori, cinghie, molta pelle di serpente e prezzi esorbitanti. Il resto dello spazio è occupato dal palco e dal bar. Qui sanno trattare bene i giornalisti: birra gratis e poche domande. L’ambiente è scuro e i suoni sono alti, ma non si ha mai la sensazione di un’atmosfera pesante. Qui si è sempre molto rilassati e l’impressione è di essere nel proprio locale preferito ad ascoltare un personaggio sconosciuto godendosi la sua musica. Dopo un po’ però fuori, riattraversiamo la porta di casa Ibanez per vedere un po’ di batteristi in azione. Il primo che incontro in una delle finte sale prove ricreate dalla Ludwig ha capacità, il nome scritto controvoglia nella lista delle esibizioni è illeggibile, ma le sue facce mi resteranno in mente per parecchio tempo, contorce il suo volto insieme alle pelli della batteria, sembra crederci, ma è un po’ troppo pesante stare ad ascoltare una batteria senza nessun accompagnamento melodico. Saliamo quindi le scale ed entriamo in quello che la modesta Fender ha deciso di portare al Music Italy: un museo di opere d’arte moderna sulla sua storia. Artisti di diverso calibro hanno ricreato opere di vario genere ispirandosi alle chitarre della casa americana. Così qui si alternano quadri con l’immancabile Jimi Henrix, statue con panda giganti truccati come i Kiss e video riadattati sulla canzone “Do the Evolution” dei Pearl Jam. Menzione particolare di 2ndDesign va però all’opera del musicista Bugo: una semplice sedia con appoggiato il giornale Porta Portese ed evidenziato un annuncio di vendita, in mezzo al caos, di una Fender Stratocaster nera.

La scala mobile mi riporta lentamente verso il piano terra della fiera, accompagnato da fumetti di Bob Kane proiettati sulle pareti, del quale ignoro il significato ma apprezzo il tratto, ammiro il padiglione in tutta la sua grandezza, chiedendomi quanto denaro possa valere tutta quella massa di strumenti accumulati. Da drogato di musica so bene quanto possano valere buoni strumenti e quei pochi che mi sono potuto permettere, non mi sono mai bastati. La massa di gente che scivola sotto di me in questo sabato pomeriggio è la prova di non essere sono solo in questa mia dipendenza. Il 2009 è stato l’anno della crisi, è vero, ma il mercato degli strumenti è cresciuto in un anno di più dell’ 1% (Fonte: Music Italy Press), in completa controtendenza con quasi tutti gli altri mercati. Più di un milione di italiani ha acquistato uno strumento musicale nuovo nel 2009. Queste persone si sono indebitate, hanno rinunciato alle vacanze e hanno fatto incazzare fidanzate e parenti per comprarsi il proprio strumento con il quale divertirsi, lavorare o anche solo sognare. E’ nella forza del sogno infatti, che nasce questa fiera. Music Italy Show non è soltanto un evento, è una raccolta di sognatori, una specie di convention di fantascienza per nerd con solo più borchie. Questo luogo è pieno di persone comuni che sognano di essere Dimebag Darrel o Elvis, personaggi anacronistici che non riescono ad accantonare i propri sogni di ribalta. Questo è l’ultimo scampolo della prima MTV generation, una massa di adolescenti che non riescono a dimenticare i primi 20 – 30 anni della loro vita e che ci stanno attaccati come cozze, spesso succhiando soldi a genitori di adolescenti che soffriranno spesso della stessa malattia. Non fraintendetemi con il cinismo però, ci sono anche professionisti seri qui, la massa di musicisti sui palchi è infatti troppo grande perché siano tutti truffatori. Oltre ai tre principali palchi di Music Italy Show ogni stand ha il suo palchetto di prova. Menzione particolare va al Palco del Centro Servizi, l’acustica era talmente buona da risultare pari a quella di una palestra degli anni 70, amianto nei tetti fortunatamente escluso.

La gita a Music Italy Show però non può durare più di tanto, in fondo, si tratta solo di tre padiglioni di cui uno è quasi occupato interamente da pianoforti e un altro dal torneo di Guitar Hero. Interessanti giusto per uno sguardo, non di più. Un solo padiglione e qualche palco live sono le uniche vere attrazioni dell’evento, entrambi comunque molto interessanti e che valgono di gran lunga la visita. La loro overdose di possibilità di spesa così lontane dalle capacità medie di una persona tuttavia non fa altro che diminuire la resistenza dello stare qui dentro. Il prezzo medio per alcune di queste chitarre qui sfiora i 5000 dollari, e stiamo parlando solo di strumenti nuovi, i vintage non hanno praticamente tetto di costo. Dopo un po’ bisogna andarsene e lasciare che questi oggetti continuino solo a fare sognare.

Illegal Download Party

aprile 6, 2010 by Matteo Cassanelli  
Filed under Music, Report

Il danno stimato dagli scaricamenti illegali nel 2009 è sto secondo le ultime stime pari a quasi un miliardo di euro. Si tratta di una cifra enorme, bel al disopra delle possibilità di comprensione della maggior parte degli utenti. La somma è il risultato della stima del Centro Studi per la protezione dei diritti degli autori e della libertà di informazione. La soluzione, per le autorità di quasi tutto il mondo, è sempre stata una e una sola: chiudere tutto, senza eccezioni.
In questo rientra il recente caso di Pirate Bay il quale, dopo ricorsi e anni nelle aule giudiziarie ha visto definitivamente chiudere i suoi battenti in molti Stati Europei. Pirate bay è solo l’ultimo di tante piattaforme che, con diverse tecnologie, permettevano di scaricare gratuitamente musica, film e programmi dalla rete, tra i molti Gnutella, Modzilla, Emule e il capostipite Napster.
Per molti giorni l’anno condanne di questi programmi vengono rese note da numerosissime fonti, siano esse istituzionali o no, famosissimo il capostipite di questi casi che la band Metallica fece contro Napster. Anche personalità che potrebbero sembrare molto più aperte verso questo argomento si sono sempre schierate contro, come ad esempio il frontman degli U2 Bono, che ha incluso la lotta alla pirateria in una lista di 10 passi fondamentali per migliorare il mondo nel prossimo decennio.
Esistono tuttavia voci al di fuori dal coro che si distolgono da questo lotta senza quartiere. Alcune personalità e addirittura alcuni stati stanno mettendo invece i programmi di freestreaming e di file sharing sotto una luce ben diversa. Il cosiddetto “Partito pirata” cresce in alcuni stati Europei come in Germania, dove è passato dallo 0,3% al 1,75% in un anno e in Svezia, dove alle più recenti elezioni europee ha addirittura ottenuto un seggio all’Europarlamento. Il loro programma è ben mirato verso la riscrittura e la modifica delle leggi sul diritto d’autore e copyright. Secondo il partito infatti, i diritti d’autore sotto attualmente troppo sbilanciati verso lo sfruttamento economico e non verso lo sviluppo culturale della società.
Il “Partito Pirata” ha anche dalla sua parte la voce di importanti artisti, come i Public Enemy, storico gruppo Hip Hop americano, sempre attento alle realtà politiche e sociali, il quale inneggia i propri fun durante i concerti a scaricare gratuitamente i loro pezzi e non a comprarli, nel nome della libertà internazionale della musica e dell’arte.
Le voci sono destinate a scontrarsi ripetutamente e a lottare tra di loro per ancora molti anni: troppo denaro infatti circola ancora tra gli artisti e le major di fama mondiale perché si possa trovare un accordo sugli scaricamenti gratuiti di musica e film. La realtà è inevitabilmente di fronte a tutti noi: da quanto tempo qualsiasi di noi non acquista un cd ma scarica in continuazione musica? Da quanto non si compra un dvd ma lo si guarda alla domenica sera fresco di scaricamento? Non si uccide nessuno facendo questo, non si fa del male. Per cercare di spiegare questo fenomeno in una frase lo si può fare con il nome di un recente gruppo su FaceBook “non ruberei mai una macchina, ma la scaricherei se potessi”.

Talking Heads

settembre 15, 2009 by marco stanzani  
Filed under Evidence, General, Music

30 anni fa…Le Teste Parlanti

Alla fine degli anni 70 la band americana che si mise maggiormente in evidenza fu certamente quella dei Talking Heads di David Byrne. Cresciuti nella New York degli anni settanta, ne vissero e assimilarono i fermenti. Il periodo era quello di Andy Warhol e delle nuove avanguardie nelle arti visuali e grafiche. Dopo aver frequentato un istituto d’arte, Byrne fondò il gruppo con Chris Franz, un suo compagno di corso, e assoldando Tina Weymouth (bassista) e Jerry Harrison (chitarrista).

Talking Heads

Talking Heads

Esattamente 30 anni fa i Talking Heads si esibirono all’Agora di Cleveland in una delle tappe più affollate di un tour che li stava progressivamente imponendo, anche grazie allo storico produttore Brian Eno, come una delle migliori live band americane.

Per questo la Warner Bros decise di registrare la performance del 15 marzo 1979 a Cleveland, allo scopo di fermare questo delirio di eccitazione e di suoni e di elargire il tutto, sotto forma di copia promozionale non in vendita, alle migliori emittenti radiofoniche americane.

Una pura operazione di marketing che si materializzò in un disco, intitolato semplicemente “Talking Heads Live on Tour”, con una tiratura limitata di sole 600 copie (fuori catalogo). L’album live conteneva 10 canzoni che rendevano perfettamente la magia della band in concerto al punto che molti si ostinarono a dire che era veramente un peccato che lo stesso disco non potesse avere una collocazione anche commerciale.

Talking Heads

Talking Heads

Ma quando pareva che questo disco fosse destinato ai soli amatori, improvvisamente l’album “Talking Heads Live on Tour” fece la sua apparizione in mezzo agli scaffali di molti rivenditori americani, e poi europei e via via in tutti gli altri continenti.

La Warner Bros non tardò a capire che il fenomeno era diventato inarrestabile, tentò di arrestare l’emorragia dovuta a questa gigantesca opera di riproduzione abusiva, ma i falsari si difesero dicendo che avevano fatto tutto questo per “amore dei Talking Heads”.

E a pensarci bene, ancor più, quello che accadde ai Talking Heads di David Byrne, noto precursore di tempi, suoni e mode,  si mostrò ancora una volta anticipatore di quel che sarebbe successo 30 anni dopo.

MARYMOON – Portraits of innocents

dicembre 23, 2008 by Aelle Robbiani  
Filed under Evidence, Interview, Music

Fino a qualche anno fa, prima della comunicazione internettiana, la musica che tutti noi ascoltavamo era selezionata e imposta sul mercato dalle cosiddette ‘major’, le grandi etichette discografiche. L’avvento di servizi internet come myspace o altri social network similari ha facilitato non solo la possibilità per un artista di raccogliere consensi molto più ampi ma, soprattutto, ha dato a noi, semplici fruitori e appassionati della bella musica, di scoprire nuovi talenti e magari seguirli e sostenerli durante la loro scalata al successo. Second Life, in qualità di contenitore musicale, ha ampliato di certo la possibilità, per molti artisti, di raggiungere un numero elevato di utenti, ma quello che ha riscosso un notevole successo tra i musicisti è che, grazie alla realtà virtuale, con spese molto contenute, si ha la facoltà di esibirsi live. Questo aspetto è certamente il più interessante per noi utenti, in quanto si possono valutare davvero le capacità artistiche dei musicisti. Nel valutare appunto le capacità artistiche dei musicisti che si esibiscono in second life, abbiamo avuto la possibilità di ascoltare ed apprezzare un gruppo su cui il nostro magazine scommette per il futuro: i Marymoon. Un consiglio, mentre leggete l’intervista in esclusiva realizzata per 2ndDesign Magazine, collegatevi al sito www.myspace.com/marymoonband e utilizzate come sottofondo i fantastici brani presenti nella playlist, ne resterete estasiati.

2nd: Diamo il benvenuto a Stefano De Maria e Federico Dagoli i due guitarist della band. Inizio con un classico, chi sono i Marymoon e come si sono formati?

MM: I Marymoon si formano nel 2004 a Fabriano (AN) dall’incontro di cinque musicisti locali con diverse precedenti esperienze musicali. Si ritrovano un sabato pomeriggio intorno al fuoco, non si dicono nulla in particolare e senza fare progetti, solo per il gusto di ritrovarsi a suonare, scrivono il loro primo album “Portraits of Innocents”.

2nd: Quali sono le vostre principali influenze musicali?

MM: Ogni componente della band ha le sue preferenze musicali e le conseguenti influenze. Alcune sono comuni: nel sound della band sono rintracciabili richiami ai Radiohead, agli U2, ai Coldplay, a volte al sound di Seattle anni ‘90.

2nd: Come nascono le composizioni della band?

MM: Nasce prima la musica, a volte idee di un singolo, altre volte idee sviluppate dalla band in sala prove; quasi contemporaneamente la melodia, per la maggior parte delle volte idee di Vittorio, il cantante; per ultimo il testo.

2nd: Quali sono gli album al vostro attivo?

MM: Il nostro Album di debutto si intitola Portraits of Innocents (© 2008 Pressplay Records – http://www.press-play. it/) con 11 canzoni tutte con testi in inglese (da Taxi Driver a So Much Love, da All Over Again a Last Departure ecc.).  Stilisticamente possiamo definirlo un rock romantico e melodico, con testi malinconici e di speranza. Per chi lo volesse acquistare, in internet con paypal o carta di credito a soli 5$ all’indirizzo: http://cdbaby.com/cd/marymoon oppure direttamente su Second Life a 2000L$ presso la nostra sede di Adrenaline Live Music http://slurl.com/secondlife/Itland Entertainment/ 198/223/25

2nd: Ecco,  Second Life appunto. Cosa pensate di questa vostra esperienza musicale nella realtà virtuale?

MM: Ci sorprende! E ci lusinga… é bello per quanto é strano assistere ad un proprio concerto senza dover neanche fare il sound-check! Ed é bello pensare che virtualmente in tutto il mondo la gente possa divertirsi ascoltando la nostra musica, parlarne, magari renderla una piccola parte della propria vita.

2nd: I vostri progetti futuri della band in second life e nella vita reale?

MM: Ci interessa molto la prospettiva “dal vivo” di Second Life, ovvero la possibilità di fare concerti live dal nostro studio trasmessi sui server in tempo reale. Somiglia molto ad una diretta radiofonica, con in più la possibilità di poter interagire con il pubblico, che tra l’altro é curiosamente eterogeneo in quanto a provenienza rispetto a quello di un concerto “reale”. Di progetti nella vita reale se ne parlerà quando e se sarà il caso di farlo.

2nd: Quali sono i vostri contatti e riferimenti?

MM: Su internet abbiamo due siti: http://www.marymoon.it e http://www.myspace.com/marymoonband quest’ultimo un pò più aggiornato con foto, video e anche i riferimenti ai nostri concerti su Second Life. Nel mondo virtuale di Second Life invece, se volete essere aggiornati sul nostro tour e sulle nostre news, potete iscrivervi al nostro gruppo “Adrenaline Live Music” con sede in Itland http://slurl.com/secondlife/Itland Entertainment/ 198/223/25 o contattare direttamente CarloDM Demme o Sdav007 Noel anche per prenotare qualche nostro concerto.

2nd: Bene siamo giunti al termine di questa piacevole chiacchierata con i Marymoon, non vediamo l’ora di riascoltare la vostra performance live in second life. A presto e in bocca al lupo!

MM: Crepi! Ciao a tutti, vi aspettiamo inworld!

Second Live Music Festival

maggio 22, 2008 by Aelle Robbiani  
Filed under Events, Music

Second Live FestivalIl 19 Maggio a Milano Vera si è tenuta la prima tappa del Second Live Festival, una gara canora itinerante che ha riscosso, e riscuoterà di certo nelle prossime tappe, un notevole successo. Second Live Festival non è comunque, come si potrebbe immaginare, una competizione canora in senso stretto, ma bensì una vera e propria festa della musica, al cui termine verranno raccolti 10-12 brani originali e inseriti in un cd che verrà distribuito gratuitanmente a coloro che ne faranno richiesta sul sitowww.italiaverasl.it.

Gli artisti in gara al Second Live Festival, provengono da svariate parti del mondo pertanto gusteremo ancora, dopo questa splendida prima tappa, jazz, rock, pop  molto altro ancora. Naturalmente come ogni festival che si rispetti, il nutrito parterre canoro in gara è completato da diversi cantanti che intervverranno come ospiti speciali durante la manifestazione. Tra le land ospitanti le tappe, oltre Milano Vera figurano anche Torino Vera, Marostica Vera, Legenda Antica e Genova. GliI cantanti sono qui a titolo prettamente gratuito e li ringraziamo per la loro collaborazione. Al Second Live Festival inoltre è legata l’iniziativa di raccolta fondi dell’associazione benefica Mabawa per i bambini dell’Africa, pertanto tutti potranno fare la propria donazione sul:

c/c  9432

IBAN IT 69X0351201623000000009432

Associazione Mabawa

Ali per l’Africa Onlus

Via Andrea Solari 41

20144 Milano – Italia

Credito Artigiano Agenzia n. 18 – Milano

SI RICORDA CHE NESSUNO E’ AUTORIZZATO A RACCOGLIERE FONDI DIRETTAMENTE PER L’ASSOCIAZIONE, QUINDI CHI VORRA’ FARE UN VERSAMENTO LO PUO’ FARE DIRETTAMENTE SUL CONTO CORRENTE SU RIPORTATO.