Arte Fiera 2010

15 aprile 2010 by Aelle Robbiani  
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Arte Fiera 2010 è all’ingresso il più organizzato circo mediatico di opere d’arte delle ultime edizioni. Al contrario della maggior parte dei suoi colleghi fieristici infatti, Arte Fiera si è allargata dalle precedenti edizioni. Mantenendo la struttura a tre settori che l’ha contraddistinta nelle edizioni degli ultimi anni, ha allargato lo spazio dedicato ai tre, dando più spazio a ciascuno. Le opere d’arte vanno dalla prima alla quarta dimensione, coinvolgendo lo spettatore in ognuna di esse, attirando l’attenzione e a volte addirittura scioccandolo. Aggirarsi per Arte Fiera 2010 in una domenica pomeriggio assomiglia molto ad una di quelle immersioni nel mondo culturale che fa sembrare chiunque ci si tuffi più intelligente e acculturato di prima. L’enorme massa di opere ammucchiate all’interno dei padiglioni fieristici, divisi in precisi e asettici box, invade gli occhi del visitatore alla prima entrata.

Arte Fiera 2010 ha però inizialmente una grande sfortuna: la città innevata di fresco dalla notte prima, ora illuminata da dal Sole, è infinitamente più affascinante di qualsiasi motorino sciolto a forma di lumaca (opera sicuramente importante e caratteristica, che potrete trovare in qualsiasi altro articolo sulla rassegna bolognese) l’energia che traspira da fuori supera i muri ed entra in ogni persona.
Nonostante questa forte concorrenza, la bellezza non manca. Una delle opere che ci ha colpito di più è costantemente visitata in questo giorno: Olio su tela per ridipingere foto dall’interno di un’auto sotto la pioggia. L’artista ha spostato l’interesse dal panorama all’acqua stessa, come se ciò che cade dal cielo diventasse, o semplicemente sia, più importante di ciò che è a terra.
Abbiamo inoltre fatto alcune domande a David March, autore del gigantesco orso a tre dimensioni realizzato con grucce di ferro intrecciate tra loro fino a formare l’immenso mammifero. L’artista, che realizza opere da più di vent’anni, voleva con quest’opera affrontare con humor il concetto del consumismo della natura e della trasformazione della stessa in risorsa, non più quindi solo bellezza ma prodotto di commercio.

Siano essi artisti under trenta o professionisti affermati, gli espositori si sono impegnati a fondo nel promuovere la loro opera, tutti sanno bene infatti, quanti soldi girino qui. Arte Fiera diventa sempre più grande ogni anno grazie infatti soprattutto al mercato delle opere. Milioni di euro passano da qui, fluiscono dalle mani di importanti e oculati investitori che sanno dove andare a colpire: investire i proprio soldi in qualcosa che sperano sia lontano dalla crisi e impossibile da svalutare. Nonostante le loro speranze comunque, la forte crisi economica non ha risparmiato nemmeno il settore dell’Arte Moderna, che spera nel prossimo anno di rilanciare la propria fama.
Tutti ad Arte Fiera si sono dati da fare per questo fine, dalle lunghe capigliature sparate verso l’alto ai vestiti da clown tutti si sono concentrati nell’attirare l’attenzione verso il proprio padiglione. Anche se questo a volte trasforma la fiera in una sottospecie del manicomio dell’Esercito delle 12 scimmie, lo spettacolo, per chi sa bene guardare, è assicurato.
Le persone ad Arte Fiera 2010 sono infatti parte stessa dell’evento fieristico. La loro presenza non può passare inosservata, non semplici spettatori o espositori, ma veri attori protagonisti della fiera. La concentrazione di baschi ad esempio (cappelli, non persone di provenienza basca) è altissima, il solo indumento sembra contraddistinguere il fatto di essere interessato all’arte o di fare parte dell’arte. Alcuni hanno addirittura spinto a tal punto il loro vestito da essere quasi più interessanti loro di alcune opere appese ai muri.
In tutti i suoi aspetti Arte Fiera resta così uno dei più interessanti eventi dell’inverso bolognese, la serie di iniziative ad essa correlate, l’intera città in festa piena di artisti più o meno dotati, rende la rassegna degna di essere vista da chiunque. Il piacere della vista è assicurato, reso possibile da tutto ciò che di meglio si è prodotto nell’ultimo anno.

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