Affluece: Social network d’elite

15 settembre 2009 by Matteo Cassanelli  
Filed under News, social network

Affluence

Affluence

Il contry club virtuale

La totale libertà e la diffusione di informazioni, due colonne portanti che hanno sempre contraddistinto internet, sono da sempre state applicate anche al mondo dei social network. Questo però ha portato le persone che usano frequentemente i social network a incontrare sempre più persone non gradite, queste vanno dai disturbatori di spam fino, in alcuni casi, allo stalking.
Per evitare questi fenomeni sono così nati i “social network di classe” o comunità d’élite, community esclusive con pochi e selezioni iscritti, dove gli accessi sono limitati e i membri possono ritrovare, anche nel web, conoscenze di status simili alla loro vita reale. Tra questi vi sono “A small waorld”, “Diamond lounge” e, ultimo arrivato e forse ancora più esclusivo dei suoi predecessori: Affluence.org.

Affluence

Affluence

Dal suo lancio nel settembre del 2008, Affluence ha raggiunto la cifra di 30 mila iscritti, cifra irrisoria paragonata ai milioni di Facebook o Twitter, numero che non lo renderebbe nemmeno degno di nota parlando normalmente di social network. Tuttavia non sono i numeri di iscritti che rendono Affluence diverso e unico nel suo genere.

La sua invenzione è avvenuta grazie a Scott Mitchell, imprenditore che precedentemente aveva gestito e venduto un piccola impresa in internet, Itunes.com, per 180 milioni di dollari nel 2000. Trovandosi all’improvviso con una tale somma in tasca, il signor Mitchell cominciò a vivere in maniera esclusiva secondo la sua neo-nata ricchezza: gite sulla costa azzura, ristoranti esclusivi, ville di lusso e macchine sportive, realizzando in pieno il fatidico sogno americano.

Tra una spesa faraonica e l’altra però, si rese conto di prendere a volte anche alcune fregature: il suo patè era a volte rancido e la Ferrari appena acquistata non tirava bene sul Sunset boulevard come quella dei suoi compagni del Country club. Mitchell pensò allora che, se i giovani potevano tramite Myspace passarsi ,oltre che musica e foto, consigli su dove fare acquisti sulle ultime borse della Eastpack, Mitchell poteva creare una cerchia ristretta di facoltosi che potessero risolvere il suo problema di disinformazione, insieme a tutti gli altri problemi di acquisti dei suoi compagni di squash.

L’unico problema era tenere al di fuori tutti gli aspiranti iscritti che avrebbero voluto frequentare il social network solo per poter essere invitati ad un cocktail party. Questo era già infatti avvenuto con altre comunità esclusive come “a small world” o “diamond lounge” dove, nonostante i tentativi dei moderatori/uscieri, persone non degne dello status iniziale del network, a dire dei fondatori, si stavano intrufolando o, per dirla alla anglosassone, “there goes the neighborhood” cioè “il quartiere stava peggiorando”.

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Scott Mitchell

Mitchell e i suoi programmatori pensarono ad un sistema per controllare e visionare i sistemi di accesso ad Affluence nel modo più sicuro possibile: il conto in banca. Crearono così le richieste per accedere ad Affluence: 300 mila dollari di reddito annuo o un patrimonio di 3 milioni di dollari, oppure, come unica alternativa, l’essere invitati e approvati da 5 membri già all’interno del network.
Oltre alle richieste di ammissione, come ha recentemente affermato Mitchell al Wall Street Journal, il network prevede una serie di interviste telefoniche e di controlli presso i maggiori istituti di credito per controllare la vita finanziaria attuale e passata dell’aspirante iscritto. I controlli ovviamente non finiscono qui, vi è tutto un sistema di algoritmi e controlli per i quali, se l’iscritto dovesse scendere al di sotto della soglia di richieste del network, si verrebbe immediatamente espulsi dalla comunità.

Tutto ciò non viene naturalmente fatto per beneficenza, Affluence mantiene il suo status grazie alle informazioni che possiede. Molte imprese sono infatti interessate a conoscere potenziali clienti con un reddito del livello richiesto da Affluence e sono disposte a pagare tali informazioni profumatamente. Inoltre numerosi eventi sono organizzati dalle imprese per attirare gli iscritti di Affluence nel loro business. Sempre secondo Mitchell, le imprese sono disposte a pagare centinaia di dollari per ogni persona che si presenta all’evento grazie ad un invito esclusivo partito da Affluence.org.

Il “country club virtuale” accetta solo dalle 300 alle 500 persone al mese, continua lentamente a svilupparsi e ad aumentare i numeri della sua casta. Affluence mette in contatto così i più facoltosi personaggi di tutto il globo che non avranno alcun problema, nel caso dovessero girare per affari, a trovare grazie al network il miglior noleggiatore di Ferrari della città o il più lussuoso albergo nei ditorni.

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affluence.org

Tra i più famosi network di questo tipo si hanno “A small world” e “Diamond Lounge” , dove nomi come Hilton o Campbell sono attivi frequentatori. Tuttavia a dire di molti anche questo network si è da tempo “imborghesito” o per dirlo all’anglosassone “there goes the neighborhood ” cioè “il quartiere sta peggiorando”. A causa di questo sono nati social network ancora più chiusi, con richieste quasi impossibili da soddisfare e frequentati da un’élite così ridotta da essere più esclusiva di un ballo delle debuttanti. In questa sezione rientra sicuramente “Affluence.org” l’esclusiva community dedicata alla comunità più ricca del mondo che, tra un cocktail di beneficenza e un tiro di golf al contry club, passa il suo tempo su internet.

Le richieste per accedervi sono impressionanti: 300 mila dollari di reddito annuo oppure (se ci si può permettere di non lavorare cosa non rara parlando di tali persone) 3 milioni di patrimonio, via più semplice è che 5 persone già all’interno del network approvino la richiesta di ammissione. Come se non bastasse, vi sono proposte per l’uso continuo della webcam nella navigazione, con un sistema di controllo (simile ai sistemi di controllo anti terrorismo negli aeroporti) che monitora gli oggetti ripresi nella stanza per controllare che lo stile di vita dell’iscritto sia all’altezza delle altre persone già all’interno.

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