Gina Lollobrigida Fotografa – Damiani Editore

gennaio 8, 2010 by Aelle Robbiani  
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GINA LOLLOBRIGIDA

Foto di Gina Lollobrigida
Testi di Philippe Daverio Paolo Limiti

Uscita in Italia Giugno 2009
Pagine 320
Formato 24,5×30,5cm
Illustrazioni 280
Rilegatura Brossura con bandelle
ISBN978-88-6208-113-9

Il libro>>> Gina Lollobrigida, conosciuta per la sua attività artistica come attrice cinematografica internazionale, coltiva da anno l’amore per la pittura, la scultura e la fotografia che la rendono artista completa. Dal 1959, infatti, la diva associa alla professione cinematografica, che le ha regalato una celebrità assolutamente universale, anche un’intensa ricerca nel campo dell’arte fotografica, anch’essa molto apprezzata dal pubblico di tutto il mondo.

Gina Lollobrigida

Gina Lollobrigida

Nel 1973, il suo primo volume, Italia mia, ha ricevuto il premio “Nadar” come miglior libro fotografico dell’anno, con più di 300 mila copie vendute nel mondo.

Gina Lollobrigida Fotografa presenta oltre 300 immagini scelte tra le più rappresentative della sua attività che – attraverso innumerevoli viaggi e straordinari incontri – testimoniano il talento di questa artista nel rappresentare luoghi, vicende umane, contesti storici e antropologici tra i più disparati.

Passando dal Sud del Mondo all’Occidente ricco, dalle più remote popolazioni dell’Asia ai potenti della terra, Gina Lollobrigida rivela una predilezione affettuosa e priva di ideologie verso l’umanità dei semplici, dei deboli e degli afflitti.

India

India

Nel 1999, per l’impegno assolto in diverse organizzazioni umanitarie, è stata nominata pirma Ambasciatrice della FAO.
È stata inoltre vicina all’UNICEF, all’UNESCO, a Medici senza Frontiere, a Madre Teresa di Calcutta, ai bambini della Romania.

Personalità ferrea, viaggiatrice instancabile, vera e propria femme forte della nostra epoca, Gina Lollobrgida presenta in questo libro una rassegna di foto realizzate in più di venti paesi: India, Filippine, Cina, Giappone, Kenya, Cuba, Stati Uniti, e naturalmente – con accento e partecipazione particolari – l’Italia.

Parallelamente alla raffigurazione di luoghi e persone, Gina Lollobrigida ritrae anche personalità celebri del mondo dello spettacolo, della politica, dell’arte e del costume, tra cui Indira Gandhi, Fidel Castro, Henry Kissinger, Maria Callas, Liza Minnelli, Yuri Gagarin, Neil Armstrong, Grace Kelly, Paul Newman, Sean Connery, Audrey Hepburn e tanti altri. La rassegna è completata da alcune tra le più famose composizioni fotografiche dedicate a bambini e animali, raccolte nel volume Magica Inncocenza (1993).

Gina Lollobrigida

Gina Lollobrigida

Gina Lollobrigida ha pubblicato sei libri di fotografia, tre di scultura e ha girato tre documentari: uno dedicato a Fidel Castro (1974), uno a Indira Gandhi (1976) ed uno sulle Filippine in 35 mm della durata di due ore (1976). Nel 1980 le sue foto sono state esposte in una mostra al Musée Carnavalet che le ha valso la “Medaglia d’Oro della Città di Parigi”. L’autorevole Le Monde ha scritto: «Gina Lollobrigida ha l’occhio di un Cartier-Bresson, ha talento, è piena di energia e le foto hanno una forza sconvolgente. È veramente una grande artista». Nel 2007 è la prima in Italia e nel mondo ad essere protagonista di ben quattro francobolli dell’emissione filatelica della Repubblica di San Marino per i suoi ruoli di artista e mito, fotoreporter, scultrice e Ambasciatrice FAO.

Dopo i prestigiosi riconoscimenti internazionali (la “Legion d’Honneur” ricevuta nel 1992 dal Presidente francese François Mitterand per la sua attività di artista e attrice), dopo le grandi esposizioni che hanno celebrato la sua attività di scultrice (Pushkin Museum of Fine Arts di Mosca, 2003; Musée de la Monnaie di Parigi, 2004), dopo la partecipazione all’Open 2003 di Venezia e la recente mostra di sculture a Pietrasanta (2008), il 18 ottobre 2008 a Washington riceve con decisione unanime della fondazione italo-americana NIAF il “Lifetime Achievement Award” come riconoscimento per la sua vita artistica.

www.damianieditore.it

Giacomo Costa – Damiani Editore

gennaio 8, 2010 by Aelle Robbiani  
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GIACOMO COSTA

G. Costa

G. Costa

The Chronicles of Time, opere di Giacomo Costa

testi di Luca Beatrice, Norman Foster

lingua, italiano-inglese-tedesco

pagine 256/ illustrazioni 140

dimensioni 28 x 24 cm

rilegatura, cartonato diritti, worldwide

prezzo € 35, £29,99, $45,00 ISBN978-88-6208-079-8

uscita, 15 aprile 2009.

copertina Giacomo Costa

copertina Giacomo Costa

IL LIBRO>>> The Chronicles of Time è il primo libro che documenta la ricerca artistica di Giacomo Costa, seguendo un percorso che ha inizio nel 1996, quando l’artista comincia a rielaborare le sue fotografie di città, paesaggi e architetture utilizzando tecniche digitali. Il risultato è una serie di scenari urbani apocalittici, il cui apparente realismo genera nell’osservatore un effetto straniante.

Nelle serie degli Agglomerati, dei Paesaggi, delle Megalopoli, la città diventa rappresentazione dell’uomo e della sua condizione esistenziale. Il tempo è la variabile che determina la trasformazione ed il cambiamento, espresso soprattutto nelle serie più recenti, Acqua e Secret Gardens, in cui l’acqua e la vegetazione tornano a prendere il sopravvento sulle rovine del mondo costruito dall’uomo. Il volume include un saggio di Luca Beatrice e una prefazione firmata dall’architetto Norman Foster, che possiede alcune opere dell’artista.

G. Costa

G. Costa

L’ARTISTA>>> Giacomo Costa nasce a Firenze nel 1970. Studia violino fino all’età di quattordici anni, successivamente si iscrive al liceo classico che però abbandona per dedicarsi all’attività di motocrossista, alpinista e di meccanico. Tornato nella sua città, negli anni ‘90 il nascente interesse per la fotografia lo spinge ad aprire uno studio fotografico dedicandosi prevalentemente alla ritrattistica.

Nel ‘96 la sua ricerca artistica lo porta a contaminare la fotografia tradizionale con l’utilizzo delle tecnologie digitali. A partire dal 1997 espone in numerose collettive e personali in Italia e all’estero. Nel 2009 è tra gli artisti selezionati ad esporre nella mostra “Collaudi”, a cura di Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice, allestita nel nuovo Padiglione Italia nell’ambito della 53 esima Biennale di Venezia.

http://www.giacomocosta.com

Tenerife Design Festival

gennaio 8, 2010 by Aelle Robbiani  
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TDF 2009

Oltre 6000 persone hanno preso parte ala prima edizione del Tenerife Design Festival.
Il Tenerife Design Festival (TDF) ha concluso la sua prima edizione il 25 Ottobre, con la partecipazione di oltre 600 persone tra professionisti, studenti, dirigenti d’impresa e il pubblico in generale.
Durante l’evento i partecipanti potevano prendere parte ai gruppi di lavoro, simposi, mostre e altre attività, durante l’evento che si è tenuto dal 19 al 25 Ottobre a Santa Cruz di Tenerife.

TDF
TDF

Il TDF è proposto da CTND NoQuietDesign con l’obiettivo di creare dei contatti tra le tendenze del design internazionale e le risorse locali, l’ innovazione e la creatività generando così una consapevolezza globale che contribuirà a considerare il design come uno strumento per cambiare ed essere una forza trainante dell’economia.
Il TDF ha avuto il sostegno del Governo Regionale delle Canarie, attraverso il programma Septenio ed il Cabildo di Tenerife (il governo dell’isola), grazie alla sua economia e concorrenza, il turismo, la cultura e aree di sviluppo economico, oltre ad avere la collaborazione del Consiglio della città di Santa Curz di Tenerife.
Il Festival propone progetti in modo dinamico, attraverso cinque aree interconnesse: TDFLab, TDFSolution, TDFATmósfera, TDFSigno and TDFAward.
Queste aree tematiche compongono un programma che prevede la cooperazione e la sperimentazione, conferenze, mostre, concorsi, interventi urbani, etc… e con la partecipazione di prestigiosi designer nazionali e internazionali e creatori.
All’interno della struttura del TDF Lab, Walking Chair, América Sánchez, Gràffica, Roberto Feo (El Último Grito) e Albert Folch hanno tenuto una serie di laboratori per studenti e professionisti.
TDF Solution introduce un simposio sulla “Redditività del Design”, gestito da Xènia Viladàs, Pierluigi Cattermole e Renate Schepen, così come la lezione tenuta dal Martín de Azúa, “Nature + Tourism + Local Identity”
Inoltre all’interno di quest’area, i Campana Brothers, che sono i rappresentanti principali del festival, hanno tenuto un simposio sul “Design e la produzione locale”, nel quale spiegavano il loro percorso di lavoro, che si basa sul processo artigianale e naturale di materie primarie del loro paese natale: Il Brasile.
All’interno del TDF Atmósfera, il duo Viennese, Walking Chair, ha offerto una vasta retrospettiva del loro lavoro nel Circolo di Belle Arti, al quale hanno partecipato 750 persone, e vari autori delle Canarie hanno messo i loro lavori assieme nell’esposizione collettiva “Disleño”.

TDF
TDF

TDF Atmósfera ha anche portato il pubblico più vicino al design Olandese con la mostra “Binnen Buiten/ Make the street your home”, il quale nel Recova dal 6 al 29 Ottobre ha ricevuto circa 1800 visite.
Delfina Morán, curatore dell’esibizione, ha spiegato durante l’inaugurazione quale fosse lo scopo principale della mostra è stata molto vicino alla filosofia del festival nel suo insieme:
“Esso è rivolto a tutte le sezioni del pubblico in generale e con questo voglio dire le persone che non sono connessi alla progettazione, designer di professione, ecc, ma siamo particolarmente interessati al cittadino comune, che sa poco di design, ma utilizza costantemente. “
Inoltre, all’interno di questa area, i “Flying Grass Carpet” sbarcati a Santa Cruz il 18 Ottobre, che offre un spazio per il tempo libero e divertimento durante tutto il festival, oltre ad essere il palcoscenico per altre attività, come il Pecha Kucha night. Vol. 2, o la cerimonia di premiazione per TDFAward.
TDF Signo è stato un progetto sperimentale di cooperazione tra designer locali, nazionali ed internazionali e rappresentanti del mondo dell’industria e artigiani/e. Si tratta di un esempio tangibile di scambio tra i locali e gli esterni, ed è intrinsecamente connessa agli obiettivi del festival.
Per tre mesi, nove designer hanno lavorato con maestri artigiani/e e industrie locali per creare una struttura dalla conoscenza, metodologia e le esperienze di ognuno di loro.

Questi scambi hanno generato nuovi prodotti, i quali condividono due caratteristiche: includono valori dell’identità delle Canarie ( attraverso materiali, tecniche artigianali o la tipologia dell’oggetto stesso) e sono destinate ad essere integrati nel settore del turismo dell’isola e allo stesso tempo, promuovere il progetto internazionale della cultura delle Canarie. I risultati sono stati veramente sorprendenti: quattro varianti della tradizionale “timple” delle Canarie – chitarra (Víctor Viñas and Francisco Fariña); una sedia scolpita ispirata dal paesaggio delle Teide (Harry & Camila e Esculturas Bronzo); un arredamento urbano che unisce in un elemento: una sedia, un vaso di fiori e una fontana (Martín Azúa + Julca); un souvenir basato sulla patata di Tenerife (Héctor Serrano); una panchina urbana che combina tecniche di tessitura con il palmo dela mano in cemento (Héctor Serrano, Beatriz Fernández Sánchez e Esculturas Bronzo), alcuni pannelli divisori fatti in canna impostato su una roccia vulcanica (CTND + Guama Arico).
La mostra dei progetti sviluppati in TDFSigno è stata inaugurata il 21 Ottobre, così come la presentazione di un video che contiene immagini del “Making Of” questa area del Festival che mostra le sinergie generate alla perfezione.
(http:/www.zaunka.com/tdf-signo/).
Infine, TDFaward, l’area del festival dedicata alle gare di design, ha conferito un premio a Javier Sicilia e Aranzazu Sarmiento, “Tenerife: Paradisum 1.0.”, una guida su come sfruttare e godere il potenziale delle zone costiere.

www.tenerifedesignfestival.com/en

TDF
TDF

Il teatro in Second Life

gennaio 8, 2010 by Aelle Robbiani  
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Si va in scena!

In passato, le esperienze teatrali svolte in second life hanno suscitato sicuramente molto interesse ma sono passate anche in molto sordina. WDT lancia oggi invece una proposta molto promettente per promuovere un certo tipo di teatro che avvicini persone appassionate a questo filone culturale e anche chi, al contrario, conosce poco ma vorrebbe divertirsi imparando.
Questo percorso che WDT sta per cominciare avrà anche a che fare con Panagea e con il resto dei molti progetti seguiti da WDT. Abbiamo raccolto quindi l’appello dello staff del WDT e in particolar modo di Kerubina McMillan, responsabile del progetto. Di seguito troverete l’elenco delle figure che il WDT cerca per promuovere l’iniziativa e dare vita ad una vera e propria compagnia teatrale per Second Life.

Teatro in Second Life
Teatro in Second Life

Direzione:
Al fianco della responsabile Kerubina McMillan servirebbe una figura che abbia un minimo di conoscenza (anche a livello scolastico) e buona fantasia in grado di seguire le prove, scegliere gli attori, seguire e dare indicazioni a chi si occuperà del “dietro alle quinte” e ai fotografi.

Compagnia:
Gli attori che si candideranno, dovranno mettere a disposizione la loro voce e dare la disponibilità per le prove e ovviamente per la messa in scena. Non si cercano avatar particolarmente belli e curati ma gente con tanta voglia di fare e possibilmente non allergici alle critiche.
Gli attori, se vorranno, potranno occuparsi anche della preparazione degli spettacoli come building, scripting, fotografia, proporre idee e dare consigli; essere pertanto parte attiva per una migliore realizzazione degli spettacoli. Il numero di persone che si cercano non è illimitato, ma ovviamente si valuterà e si cercherà di dare a tutti un pò di spazio. Non siate titubanti per quanto concerne l’utilizzo della voce in quanto anche quelle più particolari saranno ben accette. Tutto il lavoro sarà svolto in gruppo, pertanto con la massima collaborazione e l’attenzione di tutti si riuscirà a far durare gli incontri il minor tempo possibile, lasciandovi liberi di svolgere le vostre cose.
Tutto ciò sarà fatto senza scopo di lucro, nessuno ci guadagnerà nulla, quindi non è un lavoro, nel senso stretto della parola ma bensì una partecipazione. Durante gli spettacoli messi in scena, poichè non esiste la possibilità di far pagare il biglietto, sarà possibile, per tutti i presenti, elargire delle donazioni che andranno nelle casse di WDT e saranno utilizzate per progetti quali PANGEA ed altri più dispendiosi ma sempre e comunque a scopo benefico; man mano si deciderà a chi andrà devoluto il totale delle donazioni per quel determinato spettacolo. Il WDT inoltre ha intenzione, a fine spettacolo di creare un dibattito su quello che si è visto, la ricerca dello stile, di cosa ci vuole comunicare l’autore… insomma organizzare un circolo di critica letteraria.

Istruzioni:
il casting per gli attori si svolgerà su una skybox e i candidati verranno tippati singolarmente o in coppia di due e dovranno utilizzare il voice solo ed esclusivamente per il copione. Sarà gradito chi prepara qualche testo da declamare(copioni famosi, poesie…ecc)
I candidati dovranno inviare una notecard o una e-mail che presenti come titolo: nome e cognome e cosa vuole fare (attore, direzione, scenografia….) e nella nota sarebbe necessario scrivere qualcosa sul perchè appoggiare questa iniziativa o cosa ci si aspetta da essa.
Si garantisce a tutti l’essere contattati e valutati.
In bocca al lupo

Per tutti coloro intenzionati a collaborare e sfruttare l’arte dell’interpretazione può utilizzare i seguenti contatti:

Second life: Kerubina McMillan

Skype: kerubina mcmillan

GMAIL: Kerubinamcmilan@gmail.it

http://www.secondlifeitalia.com/community/viewtopic.php?f=8&t=25492&sid=6855f66b8d0ff5d2638e438b48fb0a41&p=237369#p237369

Indipendent Games Festival

gennaio 8, 2010 by Matteo Cassanelli  
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La nuova realtà del divertimento


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Indipendent Games Festival

In un mondo web dove le parole Open Source e Shareware sono all’ordine del giorno, anche il vasto ambiente dei videogiochi non può esserne al di fuori. L’industria del videogioco registra ogni anno centinaia di milioni di euro, pubblicità e promozioni dei giochi sono ormai su tutti i maggiori mezzi di comunicazione, in questo settore non vi è età che non sia colpita dalla febbre del videogioco e la lotta delle console è combattuta ogni giorno e ad ogni occasione.
In questo mercato un oligopolio di imprese detiene la quasi totalità delle quote. Aziende come Microsoft, Nintendo, Ubisoft o Sony, solo per dirle alcune, si contendono un mercato ricchissimo, dove la vera battaglia è spesso combattuta su pochi e famosissimi titoli, come la sfida che si rinnova annualmente tra Pro Evolution Soccer (o PES come gli appassionati lo chiamano) e FIFA.

In questo mondo, dove sembrano necessari investimenti altissimi e un vasto team di esperti di settore, analisti marketing e programmatori, una nuova realtà comincia a farsi strada e a venire a conoscenza degli utenti: i videogiochi indipendenti.

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Indipendent Games Festival

Vi sono case produttrici di videogiochi sparse per tutto il mondo che, invece di puntare al grande pubblico o riproporre in continuazione soliti grandi titoli rispolverati ogni anno, puntano sul design, sull’innovazione della stessa idea di videogioco, sulla storia e sull’immedesimazione dell’utente con il prodotto video ludico. L’Indipendent Games Festival, partito dai sottoscala degli studenti di informatica e dagli scantinati affollati delle università, giunto ormai alla dodicesima edizione, vede sfidarsi partecipanti provenienti da tutto il mondo in categorie come eccellenza nelle arti visive, grafica, suono, concept idea del videogioco e innovazione. Da questo festival, la cui pagina è consultabile al sito www.igf.com, sono usciti nuovi nomi dell’industria di settore che, grazie alla possibilità di fare scaricare dagli utenti direttamente il loro prodotto dalla rete, hanno saltato la filiera distributiva che rendeva possibile essere visibili solo alle major.
Tutto questo senza aver preso in considerazione l’universo dei così detti videogiochi in flash, realtà ludiche giocabili esclusivamente in rete attraverso il programma Flash Player. Il giocatore non deve scaricare nulla, basta aprire la pagina web dedicata al gioco ed è subito possibile immergersi nell’esperienza.

Alcuni portali, come www.armorgames.com, hanno fatto di questo la loro mission aziendale e ne producono a centinaia, grazie alle collaborazioni che arrivano da tutto il globo.

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Indipendent Games Festival

Anche i social network hanno avuto un importante ruolo nel fare emergere queste realtà, la possibilità di collegarsi direttamente con i giochi al loro interno e di sfidare i propri amici, ha reso popolarissimi molti giochi che sono ormai conosciuti da tutti coloro che frequentano i network. In questo modo nomi come Amanita Design o PopCap, la prima un’agenzia grafica Ceca e la seconda americana, si sono fatti strada in mondo dominato da major agguerrite e ricchissime, capaci di spendere milioni per lo sviluppo e il test di un videogioco. Questa lotta di Davide contro Golia non si combatte ovviamente sullo stesso campo di battaglia, non è intenzione delle piccole agenzie battere i giganti della violudica mondiale in termini di incassi. Le intenzioni sono quelle di creare prodotti di qualità con poche possibilità, spesso a partire da semplici per√ò allo stesso tempo rivoluzionarie idee, che scioccano l’utente alla prima partita e lo fanno restare incollato allo schermo.

Silvia Bragagnolo

settembre 15, 2009 by Aelle Robbiani  
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Silvia Bragagnolo

Silvia Bragagnolo

Mi chiamo Silvia Bragagnolo. Sono nata a Castelfranco Veneto nel 1971,   mi sono laureata in architettura allo I.U.A.V. a Venezia anche se tra  un progetto e l’altro ho sempre nutrito gran interesse a mettere il  naso nei bidoni della spazzatura…

Silvia Bragagnolo

opera di Silvia

Oggi vivo e lavoro a Castelfranco  dove per passione, nel mio laboratorio-deposito di “ordinati” rifiuti,  creo svariati e folli oggetti raccogliendo tutto ciò che posso far  rivivere, cercando così di riutilizzare tutti gli oggetti-rifiuto per  ricreare nuove forme con una vita propria.

…Non so esattamente da dove nasca questa mia voglia di svuotare i  bidoni della spazzatura per far rinascere tutto ciò che viene gettato.
Oggetti che possono diventare belli, utili e soprattutto vivere a  lungo senza diventare parte delle montagne di rifiuti che soffocano il  nostro pianeta, materiali già esistenti e soprattutto resistenti e  quasi indistruttibili che possono assumere qualsiasi altra forma.

…La mia è solo una piccolissima goccia, ma la speranza è che il mio  lavoro, come quello di tanti altri designer, artisti, architetti e creatori folli di oggetti rinati, possa servire anche da stimolo per  far capire come tutto ciò che noi gettiamo via ogni giorno in realtà  potrebbe continuare a vivere a lungo ed assumere un altro significato,  un’altra funzione, un altro aspetto…

…Un po’ come nel tronco di legno c’era Pinocchio, da una bottiglia  di plastica può nascere un animaletto, oppure un portacandele, o anche  un solido sgabello, o un vaso per i fiori o un semplice bidone  portacarta. In ogni oggetto e’ racchiuso un altro oggetto e da ogni  forma si può ricreare un’altra forma. Ed e’ così che e’ nato  miciovinicio, un gattino nato dal fondo di una bottiglia di plastica, che ora da il nome a tutto il mio lavoro.

opera di Silvia

opera di Silvia

…Questa mia passione arriva da lontano, da quando ancora piccolina  mi costruivo i trenini con le scatole dei fiammiferi, o facevo sparire  le grosse spugne, usate per appoggiare il sapone sul lavandino, e le  trasformavo in piccole bambole morbide… o usavo le mie calze  colorate per fare dei topini imbottiti con l’ovatta e poi tagliavo le  setole alle scope, le lavavo e le usavo per i baffi. Sono sempre stata  attratta da tutti gli oggetti che si potevano trasformare… ed è  quello che continuo a fare oggi.

E’ stato all’Università, nelle mie giornate passate in biblioteca a  sfogliare riviste di architettura e design, che ho cominciato a scoprire che questa mia strana passione aveva un nome, o meglio aveva  tanti nomi:  ri-uso, arte del riciclo, design del riuso, riciclo creativo, re-design… e che molti designer usavano “rifiuti” e  materiali poveri per le loro creazioni… dalla lampada di carta, alla poltrona di cartone ondulato fino alle abitazioni realizzate con i  containers.

opera di Silvia

opera di Silvia

Ho anche tentato di fare la tesi sul ri-uso, ma non sono  riuscita a trovare docenti interessati a questo argomento, a mio  parere molto interessante. E da lì, anche se demoralizzata, ho deciso  che comunque avrei continuato il mio lavoro e non mi sarei arresa…  volevo seguire questa mia passione e così ho iniziato a realizzare  complementi d’arredo con cartone e vecchi scatoloni, sono poi stata  attratta dalle bottiglie di plastica, dalla loro trasparenza e dalle  loro forme spesso molto particolari e, al contempo, dalla possibilità  di trasformarle molto facilmente con il solo utilizzo di un taglierino  e di un paio di forbici, una colla resistente e del colore.

Ho  iniziato a realizzare dei portacandele, dei fiori, delle cornici per  specchi, sono poi stata attratta dalle bottiglie di plastica, dalla  loro trasparenza e dalle loro forme spesso molto particolari e, al  contempo, dalla possibilità di trasformarle molto facilmente con il  solo utilizzo di un taglierino e di un paio di forbici, una colla  resistente e del colore e sono nati gli animaletti, poi i tavolini dai  tubi in cartone, le lampade dalle bottiglie di plastica e i barattoli  del caffè, gli specchi dai vecchi vinili, i pesci dai bidoni  dell’acqua e dalle bottiglie del latte, le bambole dalle le calze  bucate, le borse dai ritagli Pvc, la lanacotta e i nastri delle  audiocassette……

Un giorno mi sono chiesta perché non cominciare a “contagiare” i  più piccoli, e anche i più grandi, con questa mia passione e così, da  parecchi anni ormai, girovago tra le scuole elementari, i centri  culturali, le piazze, lemostre con sacchi pieni di “rifiuti” pronti per essere trasformati e ricominciare una nuova vita…

www.miciovinicio.it
opera di Silvia

opera di Silvia

opera di Silviaopera di Silvia
opera di Silviaopera di Silvia
opera di Silvia

opera di Silvia

ArtificialOwl

settembre 15, 2009 by Aelle Robbiani  
Filed under Art, Tourism

Il sito www.artificialowl.net raccoglie immagini, documentazioni video e opinioni su tutte quelle opere d’arte in giro per il mondo che, per un motivo o per l’altro, sono state abbandonate dall’uomo.

artificialowl

Artificial Owl

Il sito, come recita la sua introduzione, raccoglie “le più affascinanti creazioni abbandonate dell’uomo” e, grazie alla collaborazione mondiale di chiunque desidera o ne abbia le possibilità, cresce di giorno in giorno con nuove e incredibili foto e segnalazioni.
La bellezza del globo è descritta dal sito come una scultura sepolta in un deserto del Messico, come un titanico relitto di nave lasciato alla deriva in una costa africana o un cimitero di aerei sovietici lasciati ad arrugginire nella steppa russa.
Una delle peculiarità del sito è nel fatto che la totalità delle opere raccolte dal sito sono di opera umana le quali, con l’andare del tempo, hanno incontrato le forze della natura e, da semplici forme della scienza umana, sono diventate vere e proprie opere d’arte. Relitti di navi da guerra o scorie radioattive degli esperimenti nucleari americani nel pacifico, sarebbero semplicemente descritti e bollati come rifiuti se il mondo che gli sta attorno, le forze atmosferiche e l’andare del tempo non le avessero trasformate in parti del paesaggio, a volte quasi uscite fuori da un altro mondo e da un altro spazio.

Artificial Owl

Artificial Owl

Il sito, che prende nome dal gufo artificiale presente nel film Blade Runner, ha da poco compiuto un anno di vita e raccoglie in continuazione segnalazioni e foto di tutte quelle persone che, nelle loro nazioni o nei loro viaggi, hanno incontrato costruzioni dell’uomo particolarmente esotiche e originali, o immerse in un contesto da renderle uniche. Ogni segnalazione ha come aggiunta le coordinate in longitudine e latitudine, oltre ad un utile link a Google Maps che permette al visitatore di vedere, in tempo reale, foto satellitari dell’oggetto in questione. Le foto, ad alta risoluzione, sono fornite da fotografi di tutto il mondo che hanno voluto documentare tali opere e sono disponibili a tutti gratuitamente. Costruzioni fantascientifiche, cimiteri di sommergibili nucleari, fari abbandonati su coste esotiche, intere città fantasma abbandonate, sono documentate da Artificial Owl ognuna con un’introduzione che spiega storia e vicende a loro collegate, informando il visitatore oltre ad affascinarlo con immagini incredibili.

Artificial Owl è la voce nel web delle opere d’arte inaspettate, quelle non create come opere d’arte a priori ma diventate solo successivamente tali. Anche se sculture già create come opere sono riportate sul sito, è l’ambiente in cui esse sono immerse a renderle opere d’arte e non solo sé stesse. Oltre a questo, è la titanica dimensione degli oggetti in questione che contraddistingue il sito, ogni opera documentata è mastodontica, imponente nelle sue dimensioni tanto quanto nell’impressione che genera nello spettatore.
Costantemente aggiornato e seguito, Artificial Owl si contraddistingue per essere sempre alla scoperta di nuovi ambienti abbandonati. Tutto ciò è anche possibile grazie allo spirito web che lo caratterizza: libero e fruibile da tutti, così che la bellezza di tali luoghi non resti sconosciuta e dimenticata.

Il tempo che passa sugli oggetti abbandonati dall’uomo, fa di loro una sorta di relitti contemporanei ricoperti di muschio, ruggine e polvere. Luoghi misteriosi da esplorare come fabbriche, cimiteri di automobili, vagoni e aeroplani. Il sito Artificial Owl raccoglie le immagini dei luoghi più affascinanti del mondo.

ArificialOwl

ArificialOwl

Artificial Owl

ArtificialOwl

Night Italia

febbraio 17, 2009 by Aelle Robbiani  
Filed under Art, Evidence

 

Night ItaliaNIGHT ITALIA, nuova collana Jouvence, prende origine dalla rivista newyorkese NIGHT, fondata nel 1978 da Anton Perich, pittore, video artista e fotografo per la rivista “Interview” di Andy Warhol, e da un sodalizio ventennale tra Anton Perich e l’artista romano Marco Fioramanti.

NIGHT ITALIA nasce come un progetto di comunicazione e informazione no profit, realizzato in forma volontaria da una serie di artisti (e non solo) i quali, dopo esperienze in varie discipline, hanno deciso di unirsi per contribuire a colmare il vuoto critico lacerante che si è andato formando nel sempre più diffuso conformismo culturale.

NIGHT ITALIA ha come obiettivo quello di dar vita, con scadenza più o meno periodica, a dei particolari libri da collezione, qualificati essenzialmente per immagini, con testi in più lingue, che documentano su scala europea alcuni temi fondamentali del contemporaneo legati alle arti visive, alla musica, al costume, alla satira, in modo da creare un dibattito aperto sulla realtà a noi più vicina.

NIGHT ITALIA intende dunque porre l’accento e dare voce – soprattutto per immagini – a quelle dimensioni culturali quasi sempre nascoste, il cui portato ha pari dignità, diritto e qualità dei corrispettivi big d’esportazione. Un’informazione, questa della collana, che passa attraverso i canali delle librerie ufficiali e quelli meno visibili, spesso più interessanti, dei centri underground, per portare alla luce realtà inedite e stimolanti.

NIGHT ITALIA vuole porsi come punto di riferimento per chi crede in un’informazione libera e non schiava di interessi di qualunque genere. Il sito http://nightitalia.wordpress.com/ è già stato attivato e verrà continuamente aggiornato e sarà provvisto di una sala di lettura con i principali argomenti contenuti nel libro.

NIGHT ITALIA nasce con la convinzione che se un altro mondo è possibile, può esserlo soprattutto nel campo dell’arte e della cultura.

 

 

Website: http://nightitalia.wordpress.com